Profughi, flusso senza fine arrivati in città altri 39

Negli spazi parrocchiali della Madonnina dormono ormai un centinaio di persone Il viceprefetto Gulletta: «Stiamo cercando affannosamente nuove strutture»
Di Francesco Fain

«Nelle ultime ore sono arrivati altri 39 richiedenti-asilo. Un numero considerevole. Gli spazi parrocchiali della Madonnina traboccano. Ormai, lì dormono un centinaio di persone. Stessa situazione al dormitorio in Piazzutta dove non c’è più spazio».

A tenere la contabilità dei nuovi arrivi è, ancora una volta, la Caritas diocesana. Anche se i numeri non collimano con quelli forniti dalla Prefettura, che sono più bassi. Mentre la Caritas parla di 130 persone ancora senza convenzione (e quindi senza un tetto), il viceprefetto vicario Antonino Gulletta fornisce un altro numero: sarebbero 86 le persone prive di una sistemazione certa.

Su una cosa, però, Prefettura e Caritas vanno a braccetto: non sono disponibili nuove strutture per dare un tetto ai migranti. «Le stiamo cercando affannosamente ma non c’è verso di individuarne una - la dichiarazione d’impotenza del viceprefetto vicario -. Oggi sono 86 i richiedenti-asilo fuori convenzione. Certo, abbiamo vissuto situazioni peggiori ma è il caso di tenere alta la guardia».

Difficile, quasi impossibile anche che possa arrivare qualche corriera per trasferire in altre città d’Italia una quota dei richiedenti-asilo senza sistemazione. «Non dobbiamo dimenticare che l’altro giorno cinquanta migranti hanno lasciato il Cara di Gradisca con destinazione centro Italia. Le richieste rivolte al Ministero dell’Interno dalla Prefettura di Gorizia per alleggerire il territorio dal numero di richiedenti asilo erano state accolte da Roma ed era arrivata l’autorizzazione al trasferimento dei profughi di nazionalità afghana e pakistana in strutture di accoglienza d’Abruzzo e Umbria. È improbabile che possa arrivare una nuova autorizzazione per altri trasferimenti: dobbiamo essere realisti», annota Gulletta.

Sull’argomento-profughi interviene anche l’assessore regionale Gianni Torrenti. «Le persone che chiedono asilo alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Gorizia provengono - annota l’assessore - da Paesi e aree del mondo considerate non sicure, e non sono in cerca “di fortuna”, magari di tipo economico, come taluni continuano ad affermare». «L’Italia, e non lo scopriamo adesso, è nettamente sotto la media europea come richieste di asilo. Le legittime preoccupazioni dei nostri cittadini dunque non devono essere cavalcate “ad arte”, tantomeno non sottovalutate - rileva ancora l’assessore - ma il compito delle istituzioni e della politica deve essere quello di organizzare le risposte migliori possibili a problemi seri e complessi».

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