Profughi, una triangolazione per trasferirne cento a Bresso

I senza convenzione ospitati alla Madonnina portati al Cara, da dove altrettanti sono stati dirottati in Lombardia. Un dormitorio anche alla stazione ferroviaria. Oggi presidio delle Lega in Corso Verdi
Di Francesco Fain

Una triangolazione. Ma motivata.

I cento profughi partiti ieri mattina alla volta di Bresso, in Lombardia, sono stati prelevati dal Cara di Gradisca d’Isonzo. Successivamente, un numero analogo di richiedenti-asilo presenti a Gorizia (senza convenzione e, perciò, senza un tetto) sono stati trasferiti nel centro gradiscano che continua, dunque, ad avere una capienza “allargata” di 400 persone. Perché questo cervellotico modus operandi? Non era più semplice raccogliere direttamente i profughi “goriziani” per poi portarli a Bresso? «È stato necessario fare così perché, per mandarli in Lombardia, era necessario fossero in regola con le visite mediche e con tutti i documenti - spiega il viceprefetto vicario Antonino Gulletta -. Da qui, la triangolazione per cui cento richiedenti asilo presenti a Gorizia sono stati trasferiti con i pullman a Gradisca. Che dire? Siamo soddisfatti questo sviluppo, anche se non è stato affatto facile concretizzare il trasferimento: pure in Lombardia c’è un numero altissimo di profughi. La coperta è stretta». Le corriere sono state scortate dalle auto della Polizia.

Parla di «segnale positivo di attenzione da parte del Governo» il sindaco Ettore Romoli. «L’unica soluzione valida che vedo per il futuro, però, è un’altra: Gorizia può ospitare i 90 richiedenti asilo che già oggi trovano sistemazione al Nazareno. Tutti gli altri vanno portati in un hub che deve essere ospitato fuori Gorizia. Siamo la Lampedusa del Nord e gli arrivi dei richiedenti asilo devono essere gestiti e seguiti con le stesse procedure adottate al Sud».

Di tutt’altro parere (e ci mancherebbe altro, viste le posizioni storicamente discordanti fra i due) Enrico Gherghetta, presidente della Provincia. «Ieri la Prefettura di Gorizia ha detto che non c’erano disponibilità di spazi per i profughi. Non so come faccia a dirlo. Domenica - rivela - ho detto al prefetto che la Provincia era ed è disponibile a mettere a disposizione il “Pacassi”, purché la Prefettura me lo chiedesse e purché si assumesse la responsabilità di come vada gestito. Risultato? Nessuna richiesta né formale né informale. Tutto ciò è lecito ma, per cortesia, almeno non si dica che il territorio non è disponibile. È la Prefettura che non è disponibile».

Intanto, la sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Gorizia si è trasformata la notte scorsa in un piccolo dormitorio per quattro/cinque richiedenti-asilo. Sono “entrati” nei loro sacchi a pelo, si sono riparati con delle coperte e hanno dormito lì, a terra.

Intanto oggi la Lega Nord effettuerà un presidio nell’isola pedonale di Corso Verdi contro «l’invasione». È annunciata la presenza anche di Massimiliano Fedriga.

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