Progetto Pisus, niente fondi Fontanot: «Attacco politico»

RONCHI DEI LEGIONARI. Nemmeno Ronchi dei Legionari potrà contare sul sostegno della Regione in merito ai fondi assegnati per il cosiddetto “Pisus”, ovvero il piano per la riqualificazione del centro...
Bonaventura Monfalcone-09.11.2011 Riunione dei sindaci-Sindaco Fontanot-Ex pretura-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-09.11.2011 Riunione dei sindaci-Sindaco Fontanot-Ex pretura-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

RONCHI DEI LEGIONARI. Nemmeno Ronchi dei Legionari potrà contare sul sostegno della Regione in merito ai fondi assegnati per il cosiddetto “Pisus”, ovvero il piano per la riqualificazione del centro e per la realizzazione di progetti per il riordino della città. Ed anche da Ronchi dei Legionari, che aveva chiesto 200mila euro per la nuova via San Lorenzo e per la costruzione di una pista ciclopedonale verso Monfalcone, si leva tutta la rabbia e tutta l'amarezza per questa esclusione.

«Questo atto – commenta il sindaco, Roberto Fontanot – non ci permette certo di sperare in una Regione che tratti tutti i cittadini allo stesso modo. E' evidente, in questo caso, che si è trattato di un'operazione politica, finalizzata alle prossime elezioni, nei confronti delle amministrazioni locali a guida centrodestra, le quali potranno godere di finanziamenti che a noi, quindi, non arriveranno mai. Ma fa specie – continua il primo cittadino – che poi si faccia marcia indietro premiando chi ha la capacità di alzare la voce e di protestare in maniera plateale. In alcun modo si è premiato chi aveva elaborato progetti seri e sostenibili».

Si sperava molto nel finanziamento di due piani che avrebbero permesso di far mutare il volto di due zone della città. Come nel caso di via San Lorenzo, arteria martoriata da un traffico sempre più sostenuto e lungo la quale si era dovuto intervenire nel periodo in cui era in costruzione il sottopasso di San Polo, anche abbattendo alcuni alberi per fare posto a nuovi parcheggi. Così come importante sarebbe stata la creazione di una strada ciclopedonale che avrebbe colmato una lacuna molto evidente in città, quasi del tutto priva di percorsi del genere. Ora questi due “sogni nel cassetto” devono essere messi in disparte, nella speranza che, in futuro, qualcosa possa cambiare.

«In questi anni – aggiunge Fontanot – abbiamo avuto sostegni regionali con il contagocce, mentre anche per i finanziamenti erogati si è dovuto chiudere ogni speranza grazie ad un patto di stabilità che non ci ha permesso di avviare i lavori. Non è così che si costruisce il futuro del Friuli Venezia Giulia».

Ronchi dei Legionari guarda poi anche al domani, a quella speranza legata ad altre richieste come quella che riguarda la riqualificazione del centro cittadino attorno a piazza Oberdan. Ma chissà quando. Luca Perrino

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