Pronta a illuminarsi di rosso La nuova rotatoria di Pieris richiama la storia e l’Isonzo

Il concorso del Comune di San Canzian premia il team guidato da Fiore che si affida ai giochi di luce. Secondo posto a Rosin, terzo invece Bellè 

la curiosità

Laura Blasich / SAN CANZIAN

Lavora con la flora del fiume e la luce, ma anche con altri elementi simbolo dell’Isonzo e della sua presenza nella vita e storia della comunità, l’idea vincitrice del concorso indetto dal Comune di San Canzian d’Isonzo per l’arredo della nuova rotatoria lungo la Strada statale 14 all’ingresso del centro abitato di Pieris. Proprio verso il cuore dell’abitato, cioè piazza Garibaldi, via Roma con il campanile della chiesa di Sant’Andrea, la soluzione proposta dal team guidato dall’architetto Mina Fiore, con i colleghi Antonio Spampanato, Lara Michelotti e Ilenia Zimol, cerca di indirizzare l’attenzione, senza concentrarla tutta sull’asse della statale. Lo fa sfruttando l’aiuola spartitraffico all’immissione su piazza Garibaldi, cui viene dedicato un arredo naturale composto da piante di Pennisetum thunbergii, valeriana rossa e una varietà di salvia, in un gioco di sfumature rosse e viola, come poi avviene lungo il percorso pedonale lungo il lato meridionale esterno della rotatoria, con l’aggiunta dei fiori dell’Aster novae-angliae.

Nel cuore della rotonda tra la vegetazione il team ha invece immaginato tre installazioni in rete metallica in grado di richiamare alla memoria la ghiaia, le pietre che fanno parte del paesaggio fluviale, ma che con il calare del buio si illumineranno di rosso. A richiamare le tre croci rosse inserite nello stemma del Comune e i tre martiri Canziani. «L’insieme dell’illuminazione, a led, è stata pensata per mettere in risalto l’arredo della rotatoria, facendo in modo diventi una reale porta d’ingresso al paese», dice l’architetto Fiore.

«Siamo davvero felici di questa e delle altre proposte, perché hanno centrato la nostra richiesta di identificare la storia dei luoghi», replica il sindaco Claudio Fratta. La soluzione piazzatasi al secondo posto, presentata da Manuel Rosin, garden designer, ha lavorato molto con il verde, abbinando un tappeto di graminacee e piante perenni che nei colori del rosso e del giallo potessero ricordare i colori dello stemma comunale. Altre specie di graminacee avrebbero dovuto ricordare invece il mondo dei campi, mentre al centro della rotatoria delle sagome in corten avrebbero riportato alla memoria i mestieri tipici legati al fiume. Una scelta effettuata anche dal terzo classificato, Tobia Bellé, in cui però l’acqua diventa elemento centrale per raccontare il rapporto con l’Isonzo. Ai primi 1.000 euro e 500 ciascuno al secondo e terzo, pergamene sono andate al quarto, Daniele Piscopo, al quinto, Davide Tramontini, e al sesto, Giuliano Cecone. —

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