Prosegue a oltranza il sit-in contro lo “scippo” della scuola di Gropada

GROPADA. È arrivata quasi a quota mille, sull’altipiano, la raccolta firme avviata per protestare contro la decisione del Comune di Trieste di concedere l’uso dell’edificio un tempo sede della scuola elementare di lingua slovena “Karel Destovnik Kaiuh” alle unità cinofile Federazione italiana ricerca e soccorso - Nord Italia Fvg. La petizione è iniziata una settimana fa, in occasione della manifestazione indetta dall’Unione coordinativa della borgate carsiche e dalla Comunità dei circoli e delle associazioni locali proprio nello spazio di fronte alla scuola, dove sta continuando fra l’altro, giorno e notte, il presidio. «E non abbiamo intenzione di fermarci - ha detto Marco Milkovic, già presidente di Circoscrizione e uno degli artefici della protesta -. Il presidio andrà avanti giorno e notte finché l’amministrazione Dipiazza, non farà un passo indietro, riconoscendo la bontà delle nostre ragioni».
Nel frattempo, sul tema va registrata l’approvazione di una mozione di sostegno alla protesta da parte della maggioranza di centrosinistra in seno alla Circoscrizione est, con i voti favorevoli degli esponenti del Pd Marko De Luisa (presidente), Stanislao Kalc, Emanuele Deste e Marta Fabris (cosiglieri) e l’astensione di Roberto Muggia (Lega) e Carmela Palumbo (lista Dipiazza). Nel testo si invitano sindaco e giunta a «rivalutare gli interessi coinvolti e a rivedere le scelte operate senza previa consultazione con i residenti e il Consiglio circoscrizionale. Chiediamo - prosegue il testo - di avviare un percorso partecipato per il riutilizzo del comprensorio a favore della comunità locale, intenzionata a riutilizzare la scuola nella sua originaria destinazione d’uso».
Sulla questione è intervenuta anche Maia Tenze, coordinatrice della componente slovena del Pd, la quale ha rilevato che «la decisione unilaterale del Comune non ha espresso la dovuta attenzione verso i valori e l’identità di una comunità e di un territorio, la legislazione a tutela del patrimonio culturale e le norme di tutela delle minoranze linguistiche. È necessario a nostro avviso - ha continuato - preparare quanto prima un piano da presentare al Comune per tutti gli edifici non in uso, ma protetti ai sensi del Trattato di Londra. A questo fine - ha sottolineato Tenze - è essenziale attivare, in tempi brevi, un tavolo con le organizzazioni apicali che rappresentano la società civile della comunità slovena».
A dimostrazione di quanto la comunità slovena dell’altipiano senta la problematica, ogni sera, nell’area del presidio, si svolgono piccoli concerti e incontri culturali promossi e organizzati dai vari circoli locali. «Sentiamo il sostegno di tutti – ha concluso Milkovic - e siamo pronti ad andare avanti a oltranza». «La vicenda di Gropada - ha osservato Elena Danielis (M5S) - conferma il disinteresse e la miopia del Comune per le sorti dell’altipiano. La sbandierata svolta verso la partecipazione, scritta nel programma del sindaco – ha aggiunto - non trova applicazione. Il Movimento - ha concluso - si mette a fianco della comunità locale». —
U.S.
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