Protestano i residenti. Cisint attacca: «Colpa del cordolo»

A dar retta ad Anna Cisint, c’era da aspettarselo. È l’effetto collaterale dei lavori pubblici sull’asse di via Colombo, forse non propriamente partiti col piede giusto per via dell’arcinoto e arcicontestato “cordolo della discordia”. Fatto sta che da quando la circolazione si è gonfiata sulla regionale 14 gli automobilisti, che non hanno voglia di perder tempo, sono ricorsi alle strade secondarie, privilegiando via Romana per raggiungere il centro. Peccato che ora, come rimarca l’esponente di Monfalcone domani, su quell’arteria - soprattutto in certe fasce orarie - il traffico sia diventato «insostenibile» e privo delle «condizioni di sicurezza e vivibilità necessarie per i residenti». «La folle scelta di ridurre lo “spazio della doppia corsia” nella direttrice principale in entrata e uscita da Monfalcone - osserva Cisint -, creando così un pericoloso imbuto, obbliga i cittadini a trovare soluzioni alternative per evitar code e rallentamenti. E finisce con l’appesantire le arterie secondarie, le quali naturalmente non sono in grado di sopportare l’irrobustimento dei flussi».
Alcuni residenti di via Romana, esasperati, hanno contattato Monfalcone domani e Cisint per esternare le loro preoccupazioni. Qualcuno, ironicamente, ha già definito la rivoluzione viaria come una “grande pensata”, sottolineando la circostanza che ora, per via Romana, passano tutti, onde evitare le code che costantemente si formano alle ore di punta in via Colombo. Inoltre viene riferito che i ciclisti in transito lungo via Romana, a causa dell’interruzione dell’incompleta pista ciclabile, sono costretti a viaggiare in mezzo ai tubi di scarico e a fare gincana tra le tante vetture che oggi passano per il quartiere. «Avevo già fatto a settembre - conclude Cisint - un’interrogazione in Consiglio comunale, sottoponendo all’amministrazione Altran la questione: nei fatti le soluzioni stanno a zero. Anche su questo, mi trovo a ripetere: Altran batti un colpo». (ti.c.)
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