Protezione civile quartier generale nuovo di zecca Aristei: vinta la sfida

Sabato 12 settembre 2020, una data che la squadra della Protezione civile di Monfalcone, dopo il rinvio forzato del taglio del nastro a causa dell’emergenza sanitaria del coronavirus, ricorderà. È stata inaugurata, infatti, la nuova sede in via Chico Mendes 24 in zona industriale, ma una posizione strategica nei collegamenti viari per gli interventi. Si tratta di una struttura moderna, tecnologicamente all’avanguardia e funzionale, un’eccellenza per la città e la Regione, in grado di integrarsi nell’emergenza con altre realtà.
Alla cerimonia, presenziata dal coordinatore del gruppo comunale Andrea Olivetti, hanno preso parte il sindaco Anna Maria Cisint, il direttore centrale della Protezione civile della Regione Amedeo Aristei e per la Regione l’assessore agli Affari generali Sebastiano Callari. Presenti diversi sindaci e squadre comunali della regione, circa 500 volontari, rappresentati delle forze dell’ordine, della Capitaneria di porto, Polizia locale e delle associazioni della folta schiera dei volontari “eroi anticovid” come la Croce rossa, i radioamatori, gli alpini, Settembre in vita, DinAmici e unità cinofile. «È una struttura che ha una valenza sociale importante per i soccorsi – ha detto in apertura Olivetti – e se siamo qui, oggi, è grazie all’amministrazione che ci ha creduto, a persone che con umiltà portano avanti i vari reparti, la logistica, l’antincendio, la nautica e a quelli che in precedenza hanno tracciato i binari giusti: qualcuno non c’è più e oggi abbiamo il piacere di ospitare i loro parenti come Gilberto Secco, Franco Gregori, Elio Salomone e Giuliano Cossutta». Cisint ha iniziato ringraziando i tecnici comunali e i volontari per il costante impegno a favore della comunità. «Ringrazio l’amministrazione precedente che ha dato il via all’opera – ha affermato – ma oggi abbiamo portato a conclusione un’opera di valore, dopo le bonifiche nell’area del materiale bellico. Siamo un modello dal terremoto del 1976 e dimostriamo con il cuore i nostri valori, specie dopo il drammatico periodo del Covid con i 450 passaggi di spese e i 222 di medicinali ai malati». Per Aristei, l’emergenza è stato un banco di prova. «Abbiamo dovuto imparare e gestire contemporaneamente, abbiamo affinato protocolli e procedure – ha dichiarato Aristei – che, grazie alla collaborazione di tanti, ci hanno consentito di non avere, nelle 50 mila giornate-uomo di lavoro, nemmeno un contagiato. Una vera vittoria: un contagiato all’interno delle nostre attività significava demolire il lavoro svolto. Con il Covid abbiamo conosciuto più di mille “volontari temporanei”. Trecento sono diventati volontari effettivi con diversi giovani. Per noi è un futuro». «La Protezione civile – così Callari – è il valore più grande. Al di fuori dei nostri confini mi dicono: è un esempio per tutto il Paese». Quindi la benedizione della sede con il parroco don Flavio Zanetti, poi il sindaco con la piccola mascotte, Sara di 3 anni, ha proceduto al taglio del nastro. —
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