Puleo, “prof” severa. Ma umana
Un’insegnante di quelle che ti restano nel cuore. Per l’umanità, la simpatia, quel sorriso che l’accompagnava sempre. Giovanna Puleo, storica “prof” di chimica e geografia astronomica delle sezioni C e D del Dante fino alla metà degli anni Ottanta (e, a fine carriera, preside alla media Fonda Savio), non c’è più, oggi si celebreranno - alle 12.30, cappella di via Costalunga - i funerali ma vive, eccome, il suo ricordo in chi l’ha conosciuta. Innanzitutto, i suoi allievi. Come Umberto Bosazzi, giornalista di Telequattro, orgoglioso dantino e «con un bel 4 nella sua materia. Ma era una così una bella persona...». Una professoressa simpatica al punto da essere sempre lei la “vittima”, peraltro pare consenziente, delle gite. «Ci accompagnava sempre, e si divertiva un sacco con noi ragazzi, afferma Bosazzi. Faceva la ronda notturna, tutti lo sapevano: lei vigilava, e noi non potevamo deluderla, qualcosa dovevamo combinare. Era il gioco delle parti».
Sorridente sì, nonostante qualche problema di salute in famiglia, ma pure severa «vecchio stile». Un altro suo alunno è stato Stefano Pilotto, oggi docente di relazioni internazionali al Mib. «Ricordo la sua sensibilità e i suoi modi determinati, talvolta anche po’ autoritari. Comunque, un’insegnante indimenticabile, come tanti al Dante». «Agli esami di maturità, aggiunge Bosazzi, non volevo portare chimica, così, una volta uscite le materie, ho smesso di studiarla. E lei ci è rimasta male. Per farmi perdonare, alla cena della maturità le ho regalato una rosa. Credo che oggi, quando andrò a salutarla, ne porterò un’altra alla professoressa Giovanna».
(d.t.)
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