Quando i turisti arrivavano dal mare

Il cuore pulsante di Grado è, da sempre, il porto (basta ricordare Grado come scalo portuale di Aquileia), ma ha preso vera importanza a partire dalla metà dell’Ottocento quando iniziò la costruzione...

Il cuore pulsante di Grado è, da sempre, il porto (basta ricordare Grado come scalo portuale di Aquileia), ma ha preso vera importanza a partire dalla metà dell’Ottocento quando iniziò la costruzione di abitazioni attorno a quello che è il mandracchio attuale e soprattutto quando incominciò a sbocciare del tutto il fenomeno turistico. Inizialmente il viaggio per Grado era davvero faticoso. Giunti a Cervignano i turisti dovevano con qualche mezzo raggiungere Aquileia dove alcuni barcaioli gradesi li imbarcavano per trasportarli, lungo il fiume Natissa e poi attraverso la laguna, sino al porto di Grado. Con la costruzione del ponte girevole nel 1936 le cose sono cambiate, ma sino ad allora di attività dentro il porto ce n’erano a bizzeffe. In particolar modo quando da Belvedere, dove giungevano in treno, i turisti venivano trasportati a Grado via mare. Ci fu poi l’avvento dei piccoli motoscafi con i tendalini che trasportavano fino in porto i passeggeri diretti alle strutture ricettive (a terra il servizio continuava con il trasporto dei bagagli sino all’albergo) che nel frattempo erano sorte. A proposito di treni c’è da ricordare che a Belvedere giungevano anche quelli della linea diretta per Vienna e Praga. E a Belvedere si sono alternati diversi motoscafi come il Beleno, tanto per citare il nome di quello che è rimasto maggiormente nella memoria. Si svilupparono poi le linee marittime con Trieste e con l’Istria con i motoscafi che ormeggiavano all’interno del mandracchio. Da Trieste in particolare ci si ricorda che giungevano i vari Magdala, Timavo, Ambriabella e per ultimo il Dionea. Da allora i grandi motoscafi attraccano al Molo Torpediniere. (an.bo.)

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