Quarta rapina in 3 giorni: in via Giulia
In un negozio di animali un giovane spintona la commessa e arraffa 600 euro
Quarta rapina nel giro di tre giorni. Ad essere preso di mira ieri pomeriggio, poco prima delle 19, è stato il negozio di articoli per animali «L’Isola dei Tesori», in via Giulia 20. Un uomo sui trent’anni e con il piercing al mento, non armato, ha prelevato tutto il denaro contenuto nel registratore, circa 600 euro. Per riuscirci ha anche spintonato la giovane commessa che presidiava la cassa. Subito dopo si è dato alla fuga a piedi, imboccando la vicina via Ricci.
Prima di mettere a segno il colpo, il malvivente aveva già effettuato un sopralluogo all’interno nel negozio. Nel pomeriggio, infatti, era già stato notato dalle commesse mentre si aggirava tra gli scaffali. Una perlustrazione conclusa con il regolare acquisto di un barattolo di cibo per cani. A distanza di circa tre quarti d’ora l’uomo è rientrato e, fingendosi ancora una volta un normale cliente, si è avvicinato alla cassa, appoggiando sul bancone una lattina di cibo per gatti e un sacchetto di crocchette. Ha poi tirato fuori dal portafogli la banconota per pagare i suoi acquisti e, quando la commessa ha aperto il registratore pronta per consegnargli il resto, è entrato in azione.
Con uno scatto, il malvivente ha aggirato il bancone, spostando violentemente la giovane seduta in cassa e, in un italiano senza cadenze dialettali, le ha intimato di non reagire. A quel punto ha sfilato dagli scomparti tutte le banconote, per un valore di quasi 600 euro, e si è messo a correre nella piccola traversa di via Giulia. Ad attenderlo in strada non c’era nessun complice. Alla scena della rapina non ha assistito la seconda commessa presente ieri pomeriggio all’«Isola dei Tesori». La giovane era infatti impegnata nel retro e ha fatto appena in tempo a vedere il rapinatore in fuga, richiamata dalle grida dalla collega che si era trovata ad affrontarlo. La ragazza che ha visto il malvivente in faccia l’ha descritto come un uomo sui 25-30 anni, altezza media, capelli scuri e abbigliamento non particolarmente appariscente.
In più, ha saputo riferire un particolare importante: l’autore della rapina aveva un piercing sul mento, proprio sotto il labbro. Un elemento che potrebbe rivelarsi molto utile per la sua identificazione. Al momento pare che nessuno, oltre alle due ragazze, abbia visto bene l’uomo allontanarsi di corsa. Il bar vicino apre infatti alle 19, mentre la titolare della rosticceria cinese a fianco era in quel momento impegnata in cucina. In compenso, si sono subito resi conto dell’accaduto i clienti del negozio e i passanti della zona: le due commesse hanno infatti attaccato sulla porta d’ingresso un eloquente cartello: «Chiuso per rapina, chiediamo scusa». Le indagini sono affidate ora ai carabinieri. Sul posto sono intervenuti anche gli uomini della scientifica. La speranza è che sui prodotti impugnati dall’uomo e appoggiati sulla cassa siano state lasciate impronte utili al suo riconoscimento.
In serata le due commesse sono state trasferite nella caserma di via Hermet per rilasciare le loro testimonianze e formalizzare la denuncia. Alla chiusura del negozio ha pensato invece il responsabile dei cinque punti vendita di Trieste della catena dell’«Isola dei Tesori». «Sono stato chiamato dalla ragazze. Erano entrambe molto spaventate, per loro non dev’essere stata un’esperienza piacevole - osserva il responsabile -. A vedere in faccia il rapinatore, comunque, è stata solo la commessa impegnata in cassa. Il ladro, fortunatamente, non l’ha picchiata, ma soltanto spintonata per raggiungere il registratore e, una volta davanti al cassetto, si è preso da solo tutti i soldi». L’Isola dei Tesori di via Giulia non aveva mai subito furti in passato. «So però che i ladri avevano fatto visita di recente ad altri negozi della zona» conclude il responsabile.
Un dato confermato anche da alcuni residenti, rimasti a commentare in strada l’episodio accaduto poco prima. La zona nei pressi di piazza Volontari Giuliani è stata spesso teatro di episodi di microcriminalità. «Ormai fare le rapine è diventato un gioco da ragazzi - commenta un’inquilina del palazzo al numero 18 -. Trieste sta diventando rischiosa come tutte le altre città e temo che, in futuro, sarà sempre peggio».
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