Quattro anni di carcere al ladro di smartphone incastrato dall’app
Quattro anni di reclusione per il ladro di cellulari. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Laura Barresi nel processo a carico di un quarantaseienne di origini kosovare (L.H.) pizzicato grazie a un’applicazione installata in uno degli smartphone rubati.
L’udienza si è tenuta in rito abbreviato ieri mattina. Le prove contro l’imputato erano schiaccianti e ben più gravi del semplice furto: in un’occasione, infatti, il quarantaseienne aveva anche picchiato selvaggiamente una donna a cui aveva sottratto l’ennesimo telefonino.
Il criminale è stato però preso grazie all’app che consente di rintracciare i dispositivi smarriti, in questo caso rubato sul lungomare di Barcola a un quarantenne la scorsa estate. Il bagnante si era alzato dall’asciugamano per andare a prendere un gelato lasciando così lo zaino incustodito per alcuni minuti. Il kosovaro ha preso l’occasione al volo per acchiappare la borsa e scappare con il bottino senza farsi vedere.
Lo smatphone, come rilevato dall’applicazione, si trovava in un bar di via Ghega, proprio dove era andato a nascondersi il furfante. Per appurare che si trattava proprio del telefonino portato via in spiaggia al quarantenne, la polizia ha chiesto allo straniero di digitare il pin. Che, naturalmente, l’uomo non conosceva.
Gli agenti hanno capito di trovarsi davanti a un ladro seriale dopo aver appurato che l’indagato era la stessa persona denunciata alcuni giorni prima per un furto con aggressione. Per portare via il cellulare a una donna, il quarantaseienne l’aveva malmenata arrivando a sferrarle un calcio a volto.
Il kosovaro è ritenuto anche l’autore del furto di un tablet in un mercatino e di altri colpi simili che si sono verificati in precedenza.
Sul caso ha indagato il pubblico ministero Maddalena Chergia che aveva proposto 3 anni e 4 mesi di carcere per l’imputato. L’uomo è già in cella. —
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