Quattro assessori si salvano Solo Seganti non ce la fa

La “donna forte” della Lega triestina è l’unica a fallire l’ingresso in Consiglio tra i componenti dell’ex giunta che hanno deciso di rimettersi in gioco

TRIESTE. Sandra Savino ha bruciato i colleghi di giunta sul tempo e ha imboccato già due mesi fa, con la benedizione dei “superiori” del Pdl, l’autostrada sicura per Roma, destinazione Montecitorio, via Porcellum. Roberto Molinaro ha pagato la raggiunta anzianità di servizio in Regione prevista dal suo partito, e l’Udc, di cui lui stesso è un “superiore”, l’ha lasciato fuori senza deroghe. Angela Brandi non era in cima ai pensieri di chi ha compilato le liste elettorali del Pdl, e comunque non è che morisse dalla voglia di andare a farsi contare.

Andare alla conta. Farsi giudicare. Sfidandosi, talvolta, tra simili. È quello che è toccato agli altri assessori di Tondo. In negativo - benché il suo approdo in piazza Oberdan fosse comunque ritenuto alla vigilia più di una mezza impresa, considerata la leggerezza triestina della Lega - spicca la “trombatura” di Federica Seganti. È lei la quarta pedina della giunta uscente scartata pure dal Consiglio regionale dopo quelle di Savino, Molinaro e Brandi (senza mettere in mezzo la meteora Indira Fabbro). Ma è lei l’unica a restare fuori dopo essere transitata per il test elettorale. Alla Seganti stavolta non bastano 790 preferenze personali, così come non le erano bastate le 1.129 del 2008, quando peraltro il centrodestra si era preso il premio di maggioranza. La donna forte del Carroccio giuliano era comunque rientrata nei giochi del palazzo regionale come assessore esterno. Tutti gli altri suoi colleghi che si son fatti contare, in un modo o nell’altro, invece ce l’hanno fatta. Al di là dei destini di “consolazione” dello stesso Tondo - che si siederà in Consiglio come primo degli sconfitti tra i candidati alla presidenza - le porte di piazza Oberdan si aprono per i pidiellini Riccardo Riccardi, Luca Ciriani e Elio De Anna, più il leghista Claudio Violino. Per quest’ultimo - complice pure la tutt’altra forza elettorale che il partito che fu di Bossi vanta in Friuli - sono sufficienti meno di 400 voti in più della Seganti (1.184 per l’esattezza) per la rielezione in Consiglio regionale. Trattasi appunto di rielezione perché già nel 2008 Violino era stato votato anzitutto come consigliere, prima che Tondo lo nominasse pure assessore. Anche a Violino, come alla Seganti, cinque anni fa era andata meglio: 1.438 schede.

Chi poi ha perso consenso, e in proporzioni mastodontiche, è Elio De Anna, altro consigliere-assessore. Nel 2008 era stato il più votato del Pdl, con 4.024 preferenze personali, nella circoscrizione di Pordenone. Nella tornata di domenica e lunedì si ferma a quota 1.985. Meno della metà. Poco male, può dire alla fine della fiera dei conteggi, dal momento che rientra in Consiglio per il rotto della cuffia, come ottavo e ultimo dei berluscones. Parte del suo appeal elettorale se l’è evidentemente mangiato il vice-Tondo Luca Ciriani, che nella stessa circoscrizione della Destra Tagliamento, e nello stesso partito, passa dai 2.797 voti del 2008 ai 3.716 di stavolta. È il miglior exploit relativo, con possibilità di paragone tra un’elezione e un’altra. Quello assoluto, invece, è di Riccardo Riccardi, che cinque anni fa non aveva partecipato al voto e si era ritrovato in giunta come assessore esterno. Il delegato di Tondo ai Trasporti porta a casa in effetti 6.824 preferenze nella circoscrizione di Udine.(pi.ra.)

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