Quattro furti in casa a distanza di poche ore

valigiati due appartamenti nello stesso stabile di Pendice Scoglietto. Poco lontano gli altri colpi
Ladri in azione alle porte del rione di San Giovanni. Nella giornata di ieri sono stati segnalati ben quattro furti in condomini che distano poche centinaia di metri gli uni dagli altri. Nello stabile al numero 5/3 di Pendice Scoglietto i malviventi hanno preso di mira addirittura due appartamenti, uno al secondo e uno al quarto piano. La prima a ricevere la visita dei ladri è stata Maria Ramires, che abita da sola al secondo piano. La donna è uscita di casa attorno a mezzogiorno ed è rientrata attorno alle 14. Ipotizzando di stare lontana appena un paio d’ore, non aveva nemmeno chiuso tutte le serrature chiave.


Una leggerezza che ha di certo agevolato il lavoro dei ladri, con ogni probabilità nomadi. Al momento di rientrare, in compagnia della figlia e del nipotino, Maria Ramires ha notato che la porta d’ingresso non era ben chiusa. «Lì per lì ho pensato che mio nipote l’avesse dimentica aperta - spiega -. Spesso lo fa, per cui in un primo momento non mi sono allarmata. Successivamente, però, ho visto dei pezzetti di legno in terra e delle tracce di fango lasciate da un paio di scarpe sul pavimento della cucina». Dopo un rapido giro all’interno dell’appartamento, il sospetto iniziale è diventato certezza. Dalla camera da letto era sparito il portagioie dove la signora custodiva diversi gioielli e banconote straniere.


«Mi hanno portato via il cofanetto in cui tenevo le poche cose preziose che ho - continua Maria Ramires -. C’erano delle sterline e poi qualche gioiello: un bracciale grosso in oro, delle medagliette, alcune catenine. Per il resto, la casa era in ordine. I ladri non si sono messi a rovistare nei cassetti o negli armadi. Probabilmente hanno trovato subito il cofanetto e sono rimasti soddisfatti. Si devono insomma essere accontentati di quel bottino e non hanno sentito il bisogno di cercare ancora». In casa, oltre ai gioielli contenuti nella scatola rubata, la signora teneva altri monili, sparsi qua e là. «Avevo una collana d’oro appoggiata su una vetrina e delle altre catenine che, per furtuna, avevo lasciato in giro. Nel cofanetto però c’era la maggior parte dei gioielli. I poliziotti mi hanno detto che probabilmente ad entrare in casa sono stati dei nomadi. Mi hanno spiegato anche come scelgono le case da derubare.


Danno dei colpi sulla porta di legno dell’ingresso. Se sentono vuoto, capiscono che non ci sono serrature difficile da forzare e tentano il colpo. Altrimenti, se intuiscono maggiori resistenze, lasciano stare. Ecco perchè, probabilmente, non sono andati a rubare negli altri appartamenti del palazzo lasciati vuoti dai proprietari in ferie. La signora del piano di sopra, per esempio, è in vacanza, ma so che alla porta ha una serratura con due pesanti barre di metallo a croce. Evidentemente lì hanno preferito non rischiare». Dopo aver rubato i gioielli della signora Ramires, il cui valore complessivamente si aggirerà su qualche migliaio di euro, i ladri hanno fatto due rampe di scale e hanno forzato l’ingresso dell’appartamento all’ultimo piano abitato da un gruppo di studenti fuori sede. Anche lì sono ben visibili i segni dello scasso: cinque piccoli fori sullo porta, il primo proprio all’altezza della serratura, praticati probabilmente con un piede di porco.


In questo caso però il bottino è stato decisamente più magro. Nella casa in affitto gli studenti, rientrati nei luoghi d’origine vista la sospensione dei corsi all’Università, non avevano lasciato praticamente alcun oggetto di valore. Era abitato da universitari anche il terzo appartamento preso di mira dalla banda al numero 89 di viale XX settembre. Ad accorgersi dell’intrusione è stata una condomina del quinto piano che, scendendo le scale, ha notato la porta aperta e un sospetto bollino bianco incollato sullo spioncino. L’arrivo degli agenti delle Volanti ha permesso di constatare la visita dei ladri. A terra, nell’ingresso, c’era ancora una pezzo di legno di circa 30 centimetri staccato dalla porta d’ingresso. Anche in questo caso i malviventi non hanno ottenuto grandi risultati.


Le studentesse infatti, ha riferito un residente, avevano lasciato l’alloggio già una decina di giorni fa e avevano riportato a casa soldi e oggetti di valore. Sul posto anche i vigili del fuoco, impegnati a riparare la serratura per richiudere la porta d’ingresso, in attesa di rintracciare la proprietaria dell’alloggio. Limitato, infine, anche il bottino del quarto colpo, scoperto sempre ieri pomeriggio in uno stabile poco lontano dagli altri tre presi di mira.
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