Quattro reti “fantasma” recuperate nel canale
GRADO
Cinque reti “fantasma”, per una tonnellata di peso e 3 km di lunghezza, adagiate sui fondali di Trieste e in particolare di Grado: è questo il “bottino” che ha rintracciato il Primo Nucleo subacquei della Guardia costiera di San Benedetto del Tronto nel corso di questa settimana. Sei operatori provenienti dal comune marchigiano si sono focalizzati soprattutto su questa attività, avviata per la prima volta in Fvg, nell’ambito di un’operazione condotta a livello nazionale. ll materiale è già stato destinato allo smaltimento come rifiuto speciale a opera dei Comuni delle due città.
Per quanto riguarda Grado, dove a un miglio e mezzo dall’imboccatura del porto sono state tirate su quattro reti, sono stati dei subacquei privati a segnalare alla Capitaneria locale i possibili luoghi in cui trovare il materiale da pesca. Il recupero di una rete inoltre, a causa della pesantezza dovuta pure ai piombi, è stato effettuato grazie al verricello di un peschereccio. A Trieste invece il campanello d’allarme è stato lanciato dall’Area Marina protetta di Miramare, vicino alla quale sono stati trovati quattro spezzoni di rete di circa 5-6 metri quadrati. Nonostante sia difficile stabilire da quanto tempo permanessero in mare, si può affermare che le reti risalgono comunque a tempi recenti: in alcune infatti è stato trovato anche del pesce incagliato. «Queste reti rappresentano delle vere e proprie trappole per i pesci» dice il capitano di Corvetta Gianni Dessì. —
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