Quella scritta Albergo Caffè * Italia Redenta tutelata dalla Soprintendenza nel restauro

LA STORIA
L’antica iscrizione “Albergo Caffè * Italia Redenta”, impressa sull’edificio di un’abitazione privata a Mariano, nel centro storico del paese, non sarà cancellata. Rappresenta una testimonianza preziosa da preservare accuratamente e da tutelare nel tempo e così la Soprintendenza ai beni architettonici ne ha imposto il manetnimento.
La scritta attesta l’esistenza di un esercizio e di un’attività commerciale risalente agli anni immediatamente successivi alla Grande Guerra e oggi non più esistente. Qualche anno fa i proprietari della storica abitazione, che riporta la dicitura e che si trova in via Dante Alighieri, avevano fatto richiesta al Comune di accedere ai contributi erogati dalla Regione per ridipingere e tinteggiare le facciate delle case. Si era posto subito anche il problema di cosa fare di questa scritta. A tale proposito era stato interpellato l’architetto marianese Mario Chinese, oggi scomparso ma all’epoca noto professionista nel settore dell’edilizia residenziale e presidente dell’associazione Italia Nostra, ente che si occupa anche della tutela dei beni architettonici. Chinese aveva subito messo in luce l’importanza dell’iscrizione, trattandosi di testimonianza storica di indubbio valore e aveva poi incaricato la ricercatrice storica e componente di Italia Nostra, Liubina Debeni, di effettuare le ricerche per far venire alla luce la storia di questo edificio e l’origine dell’iscrizione.
La ricostruzione storica è stata accurata, preziosa e di grande interesse, grazie alla documentazione ritrovata nell’archivio del municipio di Mariano, nell’Ufficio tavolare di Gradisca, nell’Ufficio del Catasto di Cormons, nella Camera di Commercio di Gorizia, nell’archivio di Stato di Gorizia, nell’ufficio parrocchiale e consultando anche specifiche pubblicazioni sulla storia di Mariano.
L’attuale edificio appare per la prima volta nella mappa catastale del 1900 all’interno di una proprietà che comprendeva altri fabbricati e che risaliva invece al 1800. La prima proprietaria di cui si conosce il nome è la principessa Teresa Hohenloche, nata contessa Thurn Hoffen Valsassina. Negli anni si sono susseguiti altri proprietari fino ad arrivare a Giuseppe Sartori e alla moglie Anna de Michelini. La proprietà è poi passata nel 1913 al figlio Alessandro Sartori. E proprio quest’ultimo esercitò la professione di oste nell’immobile di via Dante prima e dopo la prima guerra mondiale.
Il locale fungeva da trattoria e Sartori aveva il permesso di vendere nel suo locale caffè, vini, liquori e anche la birra che arrivava da Cormons. Da un elenco predisposto dal Comune di Mariano, risalente al 1920, risulta che in paese nel 1920 esisteva un solo albergo il cui proprietario era Alessandro Sartori. Il numero delle stanze erano cinque: tre con due letti e due con un letto.
Ma la scritta “Albergo caffè Italia redenta”? Si può far risalire al 1920 e fu il periodo d’oro per il locale, dove si svolgevano anche feste danzanti nella sala da ballo “Italia redenta” che furono l’occasione di incontri galanti e di balli tra le ragazze e i giovanotti di Mariano e dei paesi limitrofi. Una curiosità: un articolo di giornale del 1921 segnala come alcuni membri della giunta comunale siano contrari ai balli durante i giorni di quaresima.Un periodo quello dei balli breve perché con già nel 1922 non si trovano più notizie dell’attività di oste di Sartori che cambiò mestiere e del nome “Italia Redenta”. Le ricerche successive hanno messo in luce che nel 1933 la proprietà dell’abitazione passò a Giuseppe Silvestri fu Pietro insieme ai suoi figli Domenico, Giuseppe ed Ermenegildo. Gli attuali proprietari sono i discendenti di quella storica famiglia marianese.
Sull’iscrizione “Albergo Caffè *Italia Redenta” è impressa e sovrapposta anche un’altra scritta di colore blu con alcune lettere ma sull’origine nulla si è saputo. L’abitazione alla fine è stata ridipinta e tinteggiata di giallo, con il vincolo della Sovrintendenza di mantenere l’antica scritta. La storia continua. —
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