Quindici volti nuovi nello squadrone Pd

Nella “pattuglia” dei 19 consiglieri democratici solo quattro uscenti. Tra le new entry ex sindaci, medici e sindacalisti
Di Marco Ballico

TRIESTE. Il limite dei mandati, lo scandalo dei rimborsi e le primarie rinnovano il Pd. Dei 19 consiglieri regionali eletti grazie alla vittoria di Debora Serracchiani e alle preferenze individuali si contano solo 4 uscenti: Franco Codega, Mauro Travanut, Enzo Marsilio e Daniele Gerolin. Enio Agnola, che è pure un uscente, nella passata legislatura vestiva la casacca dell’Idv. E così, per tre quarti, la pattuglia democratica, un mix per lo più di ex sindaci e amministratori in carica, con qualche medico e una sindacalista, è al primo giro in Consiglio regionale. Rispetto al 2008, il Pd ha perso oltre 3 punti. È sceso dal 29,93% al 26,82%. Secca anche l’emorragia di voti effetto naturalmente anche del pesante calo dell’affluenza: i democratici ne contarono 169.597 nel 2008 e si accontentano ora di 107.155, 62.442 in meno. Vincere o perdere, però, fa tutta la differenza del mondo.

E, pur in un’aula ridotta di quasi il 20% per la modifica statutaria approvata in Parlamento a gennaio, il Pd conta 19 eletti contro i 15 delle precedenti elezioni. I “vecchi” si conoscono. Travanut è il capogruppo uscente, in sostituzione di Gianfranco Moretton che ha lasciato il partito a un passo dal voto per sposare la causa montiana. Iacop e Marsilio, al terzo mandato consecutivo dopo esperienze sia in maggioranza che all’opposizione, sono due ex assessori della giunta Illy: il primo alle Autonomie locali, il secondo all’Agricoltura. Codega, il docente triestino già presidente delle Acli cittadine e Fvg, non ha patito per nulla la bassa affluenza: nel 2008 conquistò 1.997 elettori, nel 2013 è salito a 2.818.

Effetto Serracchiani, evidentemente, nella Venezia Giulia. Nella circoscrizione triestina vengono eletti pure lo psichiatra Franco Rotelli, già direttore regionale dell’Azienda sanitaria 1 Triestina, e il consigliere comunale, esponente della minoranza slovena, Stefano Ukmar. Mentre a Gorizia la spuntano in due: la sorpresa è la plurivotata (1.990 preferenze) Sara Vito, assessore al Bilancio della giunta provinciale Gherghetta, mamma da poco più di un mese; con lei in Consiglio anche il renziano della prima ora Diego Moretti. In Friuli si conta il resto dei consiglieri Pd, con Udine che ha i numeri più importanti. Con Iacop e Marsilio (eletto nella circoscrizione di Tolmezzo), già sindaci a Reana e a Sutrio, ci sono altri ex primi cittadini. Travanut lo è stato di Cervignano. Vittorino Boem di Codroipo, ma ha anche avuto un ruolo regionale da presidente della Conferenza socio-sanitaria. Cristiano Shaurli, il più “fresco”, si è invece dimesso dal Comune di Faedis proprio in vista delle elezioni regionali.

Scelta azzeccata posto che è suo il primo posto tra i più votati a Udine con 2.504 preferenze. Esordio in Regione anche per Vincenzo Martines, tre volte vicesindaco di Udine prima con Sergio Cecotti (due mandati), quindi con Furio Honsell. Si tratta di un democratico della prima ora, sempre fedele alla linea del partito. E sempre da Udine, ma dalla società civile, arriva poi Silvana Cremaschi, direttore della Soc di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Azienda sanitaria 4 Medio Friuli, membro nel 2007 dell’assemblea costituente del Partito democratico. E poi Agnola, già vicesindaco di Forgaria, assessore della comunità collinare, transitato da Di Pietro a Serracchiani in occasione della definizione delle liste a supporto dell’europarlamentare, e Stefano Nazzi, segretario udinese dei Socialisti in lista con il Pd. Resta Pordenone, la circoscrizione in cui Sergio Bolzonello, ex sindaco di Pordenone, ha fatto il pieno con oltre 9.400 voti. Un vero trionfo stando anche alla distanza che lo separa dagli altri consiglieri. Staccati di migliaia di preferenze l’uscente Gerolin, la sindacalista della Cgil Renata Bagatin, il bersaniano Renzo Liva e la renziana segretaria del circolo del Partito democratico di Porcia Chiara Da Giau.

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