Raffica di furti ad anziani, arrestati tre truffatori

I componenti della banda entravano in casa delle vittime spacciandosi per tecnici del gas. Colpi da decine di migliaia di euro



Ecco i tre truffatori. Sono i malviventi che riuscivano a entrare negli appartamenti degli anziani fingendosi «tecnici del gas» o «dei termosifoni» per rubare. Si tratta di giovani provenienti dal Piemonte, di cui due con precedenti, catturati dalla Squadra mobile di Trieste: il trentunenne B.F., il ventinovenne B.G. e il ventiquattrenne P.A.

La Questura ha diffuso le foto dei volti in modo da consentire il riconoscimento da parte di chi, di recente, può aver subìto furti analoghi. L’invito è di contattare immediatamente la Polizia.

Il modus operandi della banda era sempre lo stesso: i tre si presentavano come addetti ai controlli, magari per qualche intervento «urgente». Le vittime, anziane e quindi dotate di una capacità di difesa ridotta, ci cascavano.

Non appena entrati, i finti tecnici trattenevano le persona da derubare nei pressi della caldaia o dei rubinetti degli impianti, chiedendo di essere aiutati nelle operazioni di verifica. Talvolta i furfanti si facevano aprire le casseforti «per agevolare i controlli», così dicevano, suggerendo ai vecchietti di depositare l’oro in un unico contenitore. Nel frattempo uno dei complici si infilava nelle altre stanze alla ricerca di preziosi e dei contanti.

I truffatori, con questo sistema, hanno rubato di tutto: talvolta poche centinaia di euro, talvolta oro e gioielli. Sono sparite pure somme di denaro cospicue.

Gli investigatori della Mobile hanno chiuso il cerchio attorno alla banda lo scorso 6 agosto, dopo aver localizzato nel territorio provinciale la vettura a cui davano la caccia: una Lancia Y bianca. Proprio quel giorno i malviventi avevano messo a segno tre colpi da 21 mila euro. Le ricerche degli agenti si sono estese anche oltre confine con il supporto della Polizia slovena. Risultato: a tarda sera l’auto è stata segnalata nei pressi di un albergo di Nova Gorica.

La Lancia è stata bloccata dalla Mobile di Trieste e di Gorizia con il supporto della Polstrada di Palmanova il giorno successivo, in autostrada, mentre i tre si stavano allontanando verso Venezia.

Uno della banda, pochi istanti prima dell’arresto, ha gettato dal finestrino un pezzo di carta. Erano gli appunti con delle cifre. Forse la contabilità delle truffe.

Nel corso delle perquisizioni nella macchina, gli agenti hanno rinvenuto in un vano nascosto i 21 mila euro in contanti e i preziosi rubati il giorno prima, ma anche una ricetrasmittente, una parrucca, guanti e attrezzi per lo scasso.

Il gip del Tribunale di Udine ha disposto per gli indagati gli arresti domiciliari. —



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