Ragusa, il ponte di Sabbioncello attende 500 saldatori dalla Cina

La mega infrastruttura vede allontanarsi l’inaugurazione prevista tra un anno Approntati finora sette dei dodici piloni previsti. L’opera costerà 276 milioni

RAGUSA

È diventata una questione d’onore, con i cinesi che temono di non poter realizzare il gigantesco progetto nei tempi fissati. A causa del coronavirus, la costruzione del megaponte di Sabbioncello (regione dalmata di Ragusa e della Narenta) sta conoscendo battute d’arresto che potrebbero fare slittare l’inaugurazione, prevista per il 31 luglio del 2021. È che mancano saldatori, professione tra le più importanti nel dare corpo al ponte lungo 2 chilometri e 400 metri, struttura che permetterà di scavalcare il corridoio bosniaco–erzegovese di Neum, allacciando il profondo meridione della Dalmazia e il resto della Croazia. Tra Covid-19 e altri problemi, il cantiere soffre la penuria di saldatori, con l’impresa appaltatrice, la statale China Road and Bridge Corporation, che si era rivolta al cantiere navale spalatino Brodosplit, chiedendo il prestito di un paio di centinaia di occupati. Non se n’è fatto niente e allora il gigante cinese è in trepida attesa di circa 500 saldatori dal Paese asiatico, come pure di 47 sezioni d’acciaio. Uomini e materiali necessari a rispettare il termine di consegna. I cinesi tengono particolarmente al rispetto delle tempistiche. La stessa China Road and Bridge Corporation ha ammesso pubblicamente di temere che la sua immagine possa venire lesa per i ritardi nell’opera di costruzione. Da qui la febbrile attività dell’appaltatrice, mossasi per far venire in Dalmazia mezzo migliaio di saldatori. Finora sono stati approntati sette dei dodici piloni e due strutture d’appoggio, piazzate nell’area narentana e in quella della penisola di Sabbioncello.

Intanto prosegue la costruzione delle strade d’accesso al ponte. Le maestranze dell’austriaca Strabag hanno il compito di apprestare per 478, 3 milioni di kune, circa 63 milioni e mezzo di euro, la strada Duboka – Sparagovici/Zaradeže. Hanno l’obbligo di farlo in un massimo di 28 mesi. Per quanto attiene invece alla greca Avax, il suo contratto prevede di costruire la circonvallazione di Stagno e i segmenti Zaradeže – Prapratno e Prapratno – Doli, per un investimento di 511, 5 milioni di kune, che corrispondono a 67, 9 milioni di euro. L’impresa edile greca deve consegnare chiavi in mano la sua parte del progetto in 33 mesi. Le strade d’accesso hanno una lunghezza complessiva di 30 chilometri. Rammentiamo che a causa di ricorsi in appello incrociati, i lavori erano partiti in ritardo, circa un anno e mezzo dopo l’apertura del cantiere del ponte (autunno 2018). L’opera che esigerà i maggiori sforzi sarà il traforo Bijeli brijeg, che sarà lungo 2 chilometri e 467 metri, situato sulla penisola di Sabbioncello e porta sulla futura circonvallazione di Stagno (Ston in croato). Tra ponte e strade, l’investimento ammonterà a qualcosa come 3 miliardi e 100 milioni di kune, che al cambio sono 412 milioni di euro. Il solo ponte verrà a costare poco più di 2 miliardi di kune, per la precisione 2 miliardi e 80 milioni di kune, circa 276 milioni di euro. L’Unione europea copre a fondo perduto l’85 per cento delle spese per il ponte.–



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