Ragusa, nuova ondata di rifiuti dall’Albania

RAGUSA. Ad ogni soffiar di scirocco i ragusei si lanciano in pronostici che più o meno azzeccano sempre. La domanda è una sola: «Quanto ci vorrà affinché i rifiuti dell’ Albania raggiungano le coste croate, trasformandole in discariche a cielo aperto?». Tempo un paio di giorni, dopo le sciroccate, e vaste porzioni dell’area costiera vengono invase da immondizia galleggiante, specie contenitori di plastica, calzature e prodotti farmaceutici. E’ un problema grave, che si ripete da tanti anni e che all’inizio di aprile ha vissuto l’ennesima puntata a causa delle eccezionali sciroccate a cavallo tra marzo e il mese in corso. Montagne di “scovazze” albanesi (lo si deduce dalle scritte in questa lingua sui vari tipi di rifiuti) sono finite in mare, mettendosi in moto verso nord–ovest, sospinte dal vento e dalle correnti marine.
Lo spiaggiamento è avvenuto una quindicina di giorni fa e da allora i rifiuti imbrattano la costa della regione ragusea, costituendo uno “spettacolo” che sicuramente non piace agli abitanti locali e ai già numerosi turisti di queste settimane post-pasquali. All’azienda municipalizzata Cistoca (nettezza urbana) hanno fatto sapere che la rimozione delle immondizie costa, e non poco, senza che dall’Albania sia mai arrivato uno straccio di risarcimento per i guai combinati. «I rifiuti portati dallo scirocco comportano spese supplementari per la nostra azienda – ha detto il direttore della Cistoca, Pero Kaciga – a botta dobbiamo sganciare fino a 3 mila euro in più. Nonostante l’inconveniente si ripresenti ogni primavera e autunno, finora non abbiamo ricevuto mezzi finanziari che non siano del bilancio cittadino o dell’Autorità portuale ragusea. Chiamato a commentare quanto sta accadendo da tempo, l’ambasciatore di Tirana in Croazia, Pellumb Qazimi, non cerca scuse bensì spiega una situazione alquanto complessa: «Le nostre discariche non sono ancora ad un livello europeo ma stiamo agendo in questa direzione.
Stavolta l’ondata di immondizie arrivata in Croazia ha una spiegazione e si tratta delle inondazioni che hanno colpito il mio Paese. Le eccezionali nevicate e piogge di questi ultimi mesi hanno ingrossato a dismisura il fiume Drim, che è tracimato allagando numerose discariche. I rifiuti sono stati così portati verso il mare e da lì sono saliti verso il litorale dalmata. Voglio specificare che puntualmente tengo informato il mio governo su questo grave problema». Anni fa le immondizie “made in Albania” hanno inquinato anche le coste dell’Isola Lunga e di altre isole parecchio distanti dal Raguseo. (a.m.)
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