Ramadan senza raduni per oltre seimila fedeli «Si può pregare a casa»

Da ieri il mese di purificazione e digiuno dall’alba al tramonto C’è la pandemia: niente raccoglimenti serali nella moschea
Lilli Goriup
Foto BRUNI Trieste 29.05.2020 Centro Islamico: la riapertura dopo il lock down
Foto BRUNI Trieste 29.05.2020 Centro Islamico: la riapertura dopo il lock down



È cominciato ieri il Ramadan per gli oltre seimila fedeli della provincia giuliana, così come, più in generale, per quelli della comunità musulmana che vive in Italia. A precisarlo è Saleh Igbaria, presidente del Centro culturale islamico di Trieste, onde fugare eventuali dubbi tra coloro che potrebbero voler seguire le agende in vigore nei propri paesi d’origine. Come spiegato dallo stesso Igbaria, nelle diverse aree del mondo l’inizio del Ramadan - sancito da un complesso mix di calcoli astronomici e osservazioni dell’effettiva apparizione della luna nuova - può infatti differire al massimo di un giorno.

Il Ramadan è il nono mese del calendario lunare islamico, secondo cui siamo nell’anno 1442, e ricorda la rivelazione del Corano al profeta Maometto da parte dell’arcangelo Gabriele. «Un periodo di purificazione spirituale, oltre che dal cibo, che troppo spesso consumiamo in quantità superflue», prosegue Igbaria: «Nel digiuno, che si osserva dall’alba al tramonto, sono comprese bevande, gomme da masticare, sigarette. Ma se si termina il mese senza essere migliori rispetto a prima, a nulla serve».

L’invito è dunque a «offrire donazioni, pregare, curare la propria interiorità, praticare la solidarietà verso i poveri, i fragili e la società». Il digiuno al contempo sottostà a «giudizio scientifico: chi lo praticasse contro il parere del medico, commetterebbe peccato, perché non ha permesso di autodistruggersi». È il caso ad esempio degli ammalati, di chi fa lavori troppo faticosi o delle donne incinte.

Analogamente, quest’anno, salta l’Attarawih, la tradizionale preghiera notturna, che ogni sera del Ramadan si teneva abitualmente nella moschea di via Maiolica, per ore ed ore: «Rispettare le leggi dello Stato è un precetto divino. E questa preghiera si può svolgere anche tra le mura domestiche di ogni famiglia. Di conseguenza nemmeno abbiamo provato a chiedere una deroga al coprifuoco delle 22, L’ottica è quella di favorire la sicurezza di tutti, prevenendo assembramenti». La speranza è che l’evoluzione della situazione pandemica consentirà almeno la tradizionale festa di fine Ramadan, nella prima metà di maggio, alla presenza delle autorità civili e militari e delle altre confessioni religiose locali. Nel frattempo la comunità islamica si sta organizzando per distribuire buoni spesa da 30 euro ciascuno alle famiglie più bisognose, in ottemperanza proprio ai principi che animano il Ramadan.—



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