Raugna dopo il Tar: «Valuteremo il ricorso al Consiglio di Stato»
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Perdere una battaglia legale non significa perdere la guerra. Per questo nei prossimi giorni il Comune incontrerà il proprio legale per valutare l’eventuale ricorso al Consiglio di Stato, anche in considerazione del fatto che esistono sentenze di altri tribunali amministrativi regionali (vedi Tar del Veneto) di segno diametralmente opposto.
Lo precisa il sindaco Dario Raugna all’indomani della sentenza del Tar che vede soccombente il Comune nei confronti della ditta Uccellis per l’intervento edilizio denominato “Hotel Ariston”. Raugna ricorda che durante questi quattro anni l’amministrazione comunale ha messo mano al piano regolatore anche con l’obiettivo dichiarato di limitare le altezze degli edifici, indirizzando al contempo gli investimenti sulla realizzazione di strutture alberghiere in senso stretto «ed evitando l’edificazione di strutture miste (vedi Tiziano, Mirabel e Adria). Se proprio dobbiamo pagare un prezzo in termini di impatti paesaggistici converrà quantomeno avere un ritorno dal punto di vista occupazionale, cosa che le strutture miste non garantiscono».
Nell’aprile scorso inoltre l’amministrazione Raugna ha portato all’approvazione una delibera che individuava i piani particolareggiati scaduti «decretandone la loro definitiva caducazione, di modo che i nuovi interventi edilizi si conformassero alle nostre regole di piano». Un tanto, forti di una serie di sentenze espresse da diversi Tar, precisa ancora il sindaco, e di un parere tecnico di legittimità sull’atto per «porre rimedio a una pesante eredità, i cui effetti sono tuttora presenti».
Ed ecco Raugna far saltare fuori un’altra questione: «Il Tar riconoscendo la validità del “Decreto del Fare” del 2013 anche nella Regione Fvg, che pur vanta competenza primaria in materia urbanistica, ha ritenuto di prolungare la scadenza di questi piani per ulteriori 3 anni. Così facendo anche la “Grado 3” in scadenza tra 2 anni, nonostante una fidejussione fasulla da 5.600.000 euro sarà valevole fino al 2025, prima di conformarsi alle nuove norme comunali. Stessa cosa dicasi per l’Adria - continua Raugna -, un intervento a dir poco angosciante che prevede l’innalzamento di una torre dietro al campanile e per altre lottizzazioni figlie di una logica che tutti noi speravamo superata».
Fermo restando il desiderio di ricorrere al Consiglio di Stato laddove vi fossero i presupposti per poterlo fare, dice ancora Raugna, «emerge in maniera limpida una prospettiva a noi cara: l’amministrazione comunale sta percorrendo tutte le strade utili per contrastare gli interventi che in passato hanno pesantemente squalificato la nostra isola, in linea con l’impegno assunto dinnanzi ai cittadini all’atto della nostra elezione. E così sarà fino alla fine del nostro mandato, con buona pace di tutti».—
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