Raugna: «Spero di andare a processo Così potrò denunciare l’odio razziale»

La replica del primo cittadino alla querela di Bonaldo: «Esiste un argine invalicabile che intendo presidiare» 

Dal sindaco Dario Raugna riceviamo: «Rispondo all’articolo apparso ieri su Il Piccolo in cui, da parte di alcuni consiglieri di opposizione, viene fatta una ricostruzione parziale di un episodio che mi riguarda. Converrà partire dall’oggetto della discussione, citando espliciti virgolettati di modo che il lettore possa confrontarsi sui fatti prima di imbattersi nelle relative opinioni. L’ex coordinatore della Protezione civile di Grado, intervenendo su Facebook nel merito delle vicende che hanno interessato la caserma Cavarzerani di Udine scriveva queste testuali parole, che venivano riprese da numerosi network nazionali: “Stiamo organizzando i squadroni della morte” e “4 taniche di benzina e si accende il forno crematorio così non rompono più”. L’autore del messaggio, riconoscendo il proprio errore, presentava le sue dimissioni a cui seguiva un atto formale della giunta comunale da me presieduta.

Tutti speravamo che l’incresciosa vicenda si fosse esaurita fino a quando, due giorni dopo, Renato Bonaldo, esponente politico locale, già consigliere comunale per due mandati, rilanciava affermando che il messaggio dell’ex coordinatore era “sbagliato nella forma”, apparsa a tutti sgrammaticata, “ma non certo nella sostanza!” e per non lasciare adito ad ulteriori interpretazioni chiosava rivendicando il “diritto di poter essere intollerante”. Evidentemente suo nei confronti di tutti gli altri, ma non viceversa, visto che successivamente lo stesso si sentiva offeso dalla mia replica, in cui dichiaravo che eravamo di fronte alla feccia che risaliva il pozzo di una società in putrefazione. La differenza tra la sparata dell’ex coordinatore e quella di Renato Bonaldo sta nella premeditazione.

Bonaldo ha il tempo di riflettere sull’accaduto e quando interviene non lo fa a casaccio, utilizza una strategia comunicativa tendente ad elevare a discussione politica argomenti che qualche anno fa non avrebbero potuto albergare nemmeno in una stamberga di periferia. Oggi ci sono politici come il consigliere regionale Calligaris, che per risolvere il problema dell’immigrazione sparerebbe tranquillamente ai migranti, senza riconoscergli nemmeno lo status di essere umano. Non sono messaggi lanciati alla rifusa, ma sassi lanciati nel mucchio sapendo che qualcuno li raccoglierà, al solo scopo di alimentare la macchina del consenso. A ben vedere questi messaggi irresponsabili finiscono per sdoganare tutto il resto e non c’è quindi da sorprendersi se due avanzi da galera decidono di massacrare di botte il povero 21enne Willy Monteiro Duarte che aveva come unica colpa quella di avere la pelle nera. La nostra società è in putrefazione proprio grazie a questi atteggiamenti scellerati da parte di chi rappresenta (o si candida per rappresentare) le nostre istituzioni, che lo ricordo qualora qualcuno se ne fosse dimenticato, sono democratiche.

Se giustifichiamo questi reati, se non interveniamo con forza alzando a nostra volta i toni e facendo sentire la nostra voce, diventiamo complici di tutto questo. Un sindaco, proprio per il ruolo che riveste nella società, non può e non deve tacere. Facciamo in modo che la Costituzione non sia un tovagliolo con cui pulirci la bocca. Esiste un argine invalicabile che intendo presidiare fintanto che avrò la forza morale e politica per poterlo fare.

Spero che Bonaldo mi quereli e auspico di argomentare dinnanzi ad un giudice su un episodio tendente a fomentare l’odio razziale con il solo scopo di attirare consenso». —



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