Razeto: «Basta ombre sui vertici Fincantieri»

Il presidente di Confindustria Venezia Giulia preoccupato dall’«atteggiamento ostile di una parte del sindacato»
Bumbaca Gorizia 04.02.2015 Assemblea Confindustria Venezia Giulia Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 04.02.2015 Assemblea Confindustria Venezia Giulia Fotografia di Pierluigi Bumbaca

C’è «un atteggiamento particolarmente ostile di una parte del sindacato, che, mettendo assieme questioni diverse tra loro, getta pesanti ombre sull'azienda e sui suoi vertici». A rilevarlo «con preoccupazione» è Confindustria Venezia Giulia che con una nota del presidente Sergio Razeto interviene a difesa di Fincantieri e del suo ad, Giuseppe Bono.

«Nella dialettica tipica delle relazioni tra imprese e sindacati - dice il presidente - è fisiologico che alle volte si alzino i toni del dibattito, soprattutto quando si affrontano temi rilevanti, che hanno un forte impatto sulle parti. Tuttavia, mai deve mancare il rispetto reciproco, e, soprattutto, un approccio costruttivo al dialogo».

Confindustria ricorda che «l’attuale gruppo dirigente di Fincantieri è stato capace di trasformare un’impresa che sembrava destinata a un forte ridimensionamento della sua capacità produttiva sul territorio nazionale, con inevitabili pesanti ricadute sull’occupazione diretta e indotta, nel quarto gruppo mondiale della cantieristica». Un'azienda «capace di presidiare i segmenti del settore a più alto valore aggiunto: croceristica, off shore, mega yachts, navi militari».

Fincantieri, continua la nota «ora può vantare livelli di acquisizioni mai raggiunti precedentemente nella sua storia, andando in controtendenza rispetto alle dinamiche del mercato e accrescendo le sue quote di mercato all'estero». «L'azienda inoltre ha ottenuto una saturazione produttiva del cantiere di Monfalcone - insiste Razeto - che non ha eguali, trasformando lo stesso cantiere nel più importante in Italia, traino per tutti gli altri. Si tratta della principale impresa del Fvg, che svolge una importantissima funzione ciclica e anticiclica nell’economia regionale, concorrendo alla creazione di una elevata quota di Pil».

«In un periodo generalizzato di crisi - continua - dovremmo augurarci che molte imprese potessero raggiungere questi risultati».

Di fronte a quello che Confindustria considera «ripetuti attacchi a Fincantieri, che fanno leva su questioni lontane tra loro quali situazione finanziaria, valore di borsa, situazione economica, situazione produttiva, legalità» secondo Razeto «nasce il sospetto che in alcune componenti dell'ambito sindacale non si vogliano cogliere i numerosi problemi che da anni sono sul tavolo e che spesso riguardano la generalità delle imprese del territorio e non solo».

Razeto va al punto: la necessità, sempre più forte, di affrontare il tema dell’efficienza del sistema economico e delle imprese, dell’incremento della produttività, di un approccio maggiormente improntato alla flessibilità nella contrattazione aziendale, che si ponga come obiettivo quello di ammodernare e rendere coerenti con il mercato i processi negoziali. «Molto ha fatto il governo soprattutto con il job act - spiega il presidente - ma ora spetta a Confindustria e ai sindacati dei lavoratori fare la propria parte». Confindustria contesta gli «atteggiamenti di chiusura preventiva, che purtroppo sono ancora presenti in alcune parti della società». Ricorda che «Fincantieri non si vuole sottrarre al tema della legalità» con un protocollo sulla trasparenza negli appalti e sulla legalità. «Perseverare in battaglie ideologiche - chiude - non porta alcun vantaggio. Ritengo che sia il momento di affrontare insieme le questioni che influenzano profondamente la competitività delle imprese».

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