“Reburci” e pescherecci maranesi per il Perdòn

Per infoltire il corteo di barche oggi ridotto ai minimi termini si pensa di costruire sette moderni natanti con le fattezze delle antiche imbarcazioni



Sono sempre di meno i pescherecci che partecipano al Perdòn de Barbana. Quest’anno, al di là delle barche del cosiddetto pre-corteo dove ha spiccato la goletta Colombo, i veri e propri pescherecci in corteo sono stati solamente otto compresa la barca ammiraglia, la Stella del Mare. Un tempo il corteo di barche era molto più numeroso. È vero che ci sono meno pescherecci perché diversi pescatori hanno riconsegnato la licenza e fatto tagliare le barche per mancanza di pescato ma soprattutto per le restrizioni imposte dalla Ue che non tengono conto delle realtà locali. Ma è altrettanto vero che agli ormeggi lungo il canale del porto ne rimangono diversi altri che per vari motivi non partecipano al Perdòn. Impensabile è del resto cancellare il “Perdòn de Barbana”, la vera tradizione gradese che si ripete sin dal 1237. Ecco allora, durante la settimana post processione, i commenti e le proposte che arrivano da più parti. Prima fra tutte quella di far costruire con materiale moderno, camuffato da legno quindi di lunga durata, i sette reburci che un tempo precedevano i pescherecci più grandi, compresa la barca ammiraglia. Un’idea non nuova che risale al 1963 quando l’allora Cooperativa Pescatori aveva già deliberato di farne costruire uno. Di questo se ne era parlato anche in occasione della riunione tecnico-organizzativa presieduta dal sindaco Salvini del Palio Marinaro della città di Grado e della “Sagra dele contràe” ideati dall’allora direttore della Cooperativa Pescatori, Mario Boemo. Il primo si sarebbe svolto fra maggio e giugno, la “Sagra delle contràe” con l’utilizzo dei reburci, il 12 luglio in occasione della Festa dei Patroni. Il vincitore della regata dei reburci avrebbe l’anno successivo, come premio, aperto il corteo del Perdòn. Tante idee poi abbandonate o non attuate, se non in minima parte e solo saltuariamente. Anni dopo, quando i pescherecci del Perdòn incominciavano a diminuire, l’idea riemerse ancora con una proposta diversa che vedeva coinvolgere come sponsor per l’acquisto dei reburci, uno a testa, gli istituti bancari, il Comune e l’ente turistico. Oggi se ne riparla nuovamente e qualcuno ha detto che l’idea è ancora attuabile ma che, considerato che nelle casse del Comune non mancano i soldi, potrebbe essere lo stesso Comune a far costruire tutti i sette reburci da utilizzare anche per altre iniziative. Inoltre, da un po ’di tempo a questa parte vengono a vendere il pesce a Grado alcuni pescherecci di Marano. Molto probabilmente gli armatori dei pescherecci maranesi parteciperebbero volentieri al Perdòn.

Tra l’altro, a dimostrazione che per l’edizione 2019 del Perdòn c’erano meno pescherecci, quest’anno il Comune è stato costretto a dirottare le autorità sulla motonave Nuova Cristina. Naturalmente a pagamento per una spesa, come indicato nella determina dirigenziale, di 300 euro. —



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