Red bull fa il bis e dopo l’Hannibal compra anche l’Isola dei bagni
Dal dragone al toro rosso: l’Isola dei bagni si «mette le aaali». La Red Bull raddoppia a Monfalcone e si prende anche la proprietà cinese, fin qui rappresentata dall’uomo di fiducia, già amministratore unico dei cantieri Dalla Pietà Yacht alla Malcontenta di Venezia, Lan Yuchen, che l’aveva acquisita il 12 giugno 2017. La cordata asiatica si disimpegna, quindi. E sicuramente con profitto, dal momento che aveva comprato l’area a un prezzo ritenuto conveniente in rapporto alle potenzialità: 1,1 milioni di euro. Il valore iniziale era quasi cinque volte tanto.
Non si conoscono al momento i dettagli dell’operazione a sei zero, ma non stupirebbe che nel frattempo la cifra dell’acquisizione cinese sia triplicata. Si tratta tuttavia di supposizioni. Per le conferme ufficiali si attende la conferenza stampa in settimana, che fornirà dettagli soprattutto sui progetti del gruppo austriaco. Che dall’inizio non ha fatto mistero di voler puntare sull’Isola dei bagni a completamento dell’affare Hannibal, già chiuso da un pezzo. Infatti l’area di Marina Nova costituisce il naturale sbocco a mare per le attività sportive di tutte le derive, cioè le barche a vela carrabili.
Nessuna ufficializzazione della cessione. Ma Monfalcone è pur sempre un paesone e l’indiscrezione è trapelata. Fin nelle stanze di piazza della Repubblica 8, dove pure la notizia è rimbalzata. E il sindaco, che proprio giovedì ha avuto un incontro da tempo programmato con i referenti del colosso salisburghese, per vedere come procede il nuovo Marina Hannibal targato Red bull (dal 1° giugno infatti Hans-Peter Steinacher è amministratore delegato), la conferma.
«Confesso che quella sera ho stappato la bottiglia di Coca-cola con Alberto», commenta Anna Cisint, notoriamente astemia. Alberto è Tonut, il suo compagno e gloria del basket, con cui condivide ogni svolta cittadina. «Per Monfalcone è una notizia meravigliosa – prosegue –, visto anche l’immobilismo negli sviluppi realizzativi della precedente proprietà, pur da noi sempre sollecitata». Mai ha celato, la leghista, il pensiero sulla partita dell’Isola dei bagni, che anni addietro era finita all’asta: «Fossi stata sindaco all’epoca, il Comune avrebbe senz’altro partecipato alla procedura per accaparrarsi la zona, capace di assicurare prospettive interessanti di sviluppo e rilancio. Pertanto sapere che ora l’area è in mano alla stessa compagine alla guida dell’Hannibal, in grado quindi di creare una progettualità coerente e corredata da risorse congrue rappresenta una notizia meravigliosa». Un gruppo con cui c’è «grande collaborazione e che si interessa anche alle vicine realtà, come mi viene confermato dalla Società del kayak, e all’ambiente, vedi il bellissimo progetto di realizzare la ciclabile sulla strada che conduce al marina, lato muro: un’opera di cui si avvantaggeranno i cittadini». Per non parlare dell’ambizioso obiettivo di far diventare l’Hannibal il punto di riferimento della vela più innovativa e tecnologica, la stessa che ha fatto sognare gli appassionati di Coppa America vedendo volare i foil sulle onde. Un centro internazionale degli sport del mare.
L’Isola dei bagni è un complesso turistico pressoché rimasto in stato di abbandono (il Comune ha però riaperto da alcuni anni l’area demaniale affidandola a una concessione temporanea, mentre varerà a settembre l’assegnazione quindicennale) e composto da più fabbricati di diversa destinazione: un campeggio, campi da tennis e spiaggia per una superficie fondiaria catastale di oltre 117 mila metri quadrati e circa 10 mila metri cubi di volume edilizio da recuperare. E, sovrana, la natura. —
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