Regione: la sanità perde 100 milioni, i Comuni 67

TRIESTE. Ci sono veri e propri tracolli. Sorprende in particolare quello della sanità: 100 milioni in meno. Ma soffrono anche infrastrutture e lavori pubblici (-73 milioni), attività produttive (-33 milioni), patrimonio e programmazione (-28,5 milioni). Né va meglio alle autonomie locali: 67 milioni di trasferimenti in meno di un anno fa.
Il quadro complessivo è di Sandra Savino, ieri in giunta. La prima volta degli assessori informati delle cifre pesantemente all’ingiù della prossima Finanziaria regionale. Le forbici arrivano a tagliare fino al 30% dei fondi iniziali 2012. «Altro che polemiche, eravamo tutti depressi». Claudio Violino la prende con filosofia ma è seriamente preoccupato. Lui come i colleghi. Perché i tagli alla spesa del governo Monti, 953 milioni tra quelli di quest’anno e quelli del prossimo - «di cui 900 andranno alla Sicilia», dice ancora l’assessore del Carroccio -, mettono all’angolo il bilancio Fvg.
Non si tratterà di inventare alcunché, ma di decidere dove ridurre, contenere, accorpare. Nel dettaglio la manovra 2013 pareggerà a 3,9 miliardi (erano 4,3 un anno fa), per quanto riguarda le sole risorse regionali distribuibili, con una diminuzione di 393 milioni di euro. Un deficit che viene in parte compensato dai fondi Fas, pari a circa 140 milioni, per programmi di investimento già concordati con il governo. A quanto filtra dalle prime macrocifre dell’assessore alle Finanze, il segno “meno” più pesante (100 milioni di euro, -4%) riguarda salute e welfare. Ma, a quanto pare, si rimedierà con alcuni utili (22 milioni il bilancio positivo delle Ass) che verranno rimessi in circolo. Sempre in materia sanitaria, diminuiscono i finanziamenti agli ospedali (si va da 47,98 a 40,13 milioni, -16,4%). Altri tagli pesantissimi sono quelli delle attività produttive (si passa da 110,89 a 77,6, a fissare il -30%), della vo3ce «infrastrutture, mobilità, pianificazione, lavori pubblici» (da 329,19 a 256,19, circa -22%), delle risorse agricole (da 52,79 a 36,94, un altro -30%), del patrimonio e programmazione (da 103,1 a 74,6, oltre -27%), delle autonomie locali (le compartecipazioni passano da 424,89 a 357,68, attorno al -16%). Ma non se la passano bene nemmeno la cultura (da 70,05 a 49,02, siamo pure in questo caso al -30%) e «istruzione, università, ricerca, famiglia» (da 92,61 a 64,81, l’ennesimo -30%). Mentre riduzioni meno pesanti riguardano la funzione pubblica (20 milioni in meno, -7,3%), «ambiente, energia e montagna» (si tagliano 6,5 milioni, -13,5%) e trasporto pubblico locale (si scende da 124,95 a 114,95, poco oltre l’8% in meno). E ancora c’è un taglio del 50% alla Protezione civile (da 20 a 10).
Sorprende infine che nelle carte spuntino 31 milioni in più per gli sconti benzina. A fine giunta un comunicato della Regione spiega che i capisaldi della Finanziaria 2013 saranno lavoro (confermati 40,85 milioni, comprensivi anche di formazione e commercio) e ammortizzatori sociali, sanità e politiche sociali. Lavoro e sanità in particolare, è la rassicurazione di Savino, che lascia intendere il recupero del -100 milioni tra salute e sociale, «saranno i capitoli di spesa che nel 2013 verranno salvaguardati, pur di fronte alla necessità di contenere la spesa pubblica». Dopo di che c’è appunto la manna dei Fas che vanno a salvare più di un settore: 74 milioni all’ambiente, 27 alle infrastrutture, 26 alle attività produttive. Ma queste cifre, da sole, non esauriscono i criteri a cui dovrà rispondere la prossima Finanziaria, rileva ancora Savino, perché vi sono anche i vincoli e i tetti di spesa introdotti dalle ultime leggi varate dal governo. Anche per questo le effettive risorse disponibili potranno essere accertate solo in sede di variazioni di bilancio, nel corso dell'esercizio 2013. «La situazione è difficilissima e impone delle scelte – sottolinea Federica Seganti –, i tagli non potranno essere lineari ma frutto di scelte di campo su che cosa puntare e cosa no. Il mio comparto? La riduzione è secca ma non posso dimenticare che nella scorsa manovra estiva ho portato a casa 100 milioni a favore dei fondi di rotazione. Cercheremo ora di puntare sui capitoli in presa diretta con il sistema produttivo, oltre che di mantenere una politica di animazione turistica, sicuro valore aggiunto per il territorio. E qualcosa, anche stavolta, recupereremo nell’assestamento». Dall’opposizione arriva la critica di Gianfranco Moretton: «L’impostazione della manovra mette in evidenza le problematiche legate da un lato alle ridotte disponibilità finanziarie e dall'altro alla mancanza di un disegno strategico che consenta di delineare almeno un minimo di politica di sviluppo». Secondo il capogruppo del Pd il peccato originale è «l'improvvida azione del governo Tondo che negli ultimi anni ha versato e continuerà a versare allo Stato 370 milioni di euro per il federalismo fiscale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








