Reperti archeologici e alberi pericolanti Slitta ancora l’apertura

Prima lo stop dettato dalla Soprintendenza per un possibile rinvenimento di due domus romane, poi la presenza di alcuni alberi malati. Un mix di fattori che ha fatto slittare per l’ennesima volta l’apertura al pubblico di Campagna Prandi, il parco accanto al giardino di via San Michele che fa parte di un progetto di riqualificazione finanziato con i fondi Pisus, lanciato ancora durante il mandato dell'ex assessore ai Lavori pubblici dell'era cosoliniana Andrea Dapretto. Anche la “collega” Elisa Lodi, assessore attualmente in carica, rassicura comunque sull’inaugurazione a stretto giro, forse tra poche settimane.
I lavori di risanamento erano cominciati alla fine del 2016 e dovevano concludersi lo scorso settembre. Ma proprio in quest’ultimo periodo la ditta che aveva vinto l'appalto da 198mila euro, Tekno Green di Melito (Napoli), aveva dovuto bloccare il cantiere poiché erano stati trovati alcuni reperti archeologici che necessitavano un’indagine più approfondita. La zona infatti è sempre stata ritenuta ad alto rischio archeologico e già negli anni ’50 si era ipotizzato che poteva esservi due domus romane. Poi, una volta concluso il progetto Pisus all'inizio del 2018, in seguito a un controllo dell'area, sono stati rinvenuti degli alberi "malati" che necessitavano di un check up. «Il rischio di ritardare sul cronoprogramma purtroppo c’è spesso. Andavano controllati alcuni alberi - spiega Lodi -, così abbiamo avviato l'operazione all'interno di un altro appalto straordinario al di fuori del progetto Pisus ormai concluso, attraverso cui si è anche verificata la loro stabilità e si è fatta appunto la manutenzione del verde, essendo quet'area pubblica. A breve comunque inauguriamo Campagna Prandi». —
B.M.
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