Residente di San Zanut fa restaurare la porta dell’antica chiesetta

Il generoso benefattore s’è affidato all’artigiano Zimolo  di Redipuglia. Nei giorni scorsi l’inaugurazione



C’è chi ha deciso di prendersi cura della piccola chiesetta di San Giovanni Battista a San Zanut, frazione di San Pier d’Isonzo. Ezio Zimolo, artigiano di Redipuglia, ha rimesso a nuovo e ridipinto la porta principale dell’edificio sacro, grazie alla generosità di un benefattore residente nella frazione. Un gesto che non è passato inosservato, specialmente da parte di chi, nei giorni dei lavori, si è ritrovato ad attraversare l’incrocio del paese osservando l’ingresso sbarrato e la porta mancante. Qualche giorno fa il completamento dell’opera, pagata interamente appunto da un residente di San Zanut.

I lavori però non si dovrebbero concludere qui, perché, come fa sapere l’amministratore parrocchiale, don Lucio Comellato, è stato richiesto un contributo all’8x1000 per poter mettere in sicurezza l’antico campanile a vela. Già durante l’ultima verifica da parte della ditta che ha in manutenzione l’impianto elettrico che muove le campane sono state verificate alcune criticità statiche. Ecco perché le due campanelle ora sono mute: attendono una verifica e alcuni lavori che, se non proprio urgenti, lo sono quasi.

È una chiesetta antica, quella di San Zanut, che affonda le sue radici prima del Seicento, secolo cui risale l’attuale edificio, in cui viene officiata una messa al mese, l’ultima domenica, sostituendo quella di Cassegliano con il piccolo abitato vicino l’aeroporto. La dedicazione di una chiesetta posta in aperta campagna al santo è un fatto piuttosto strano, perché il culto del Battista lo si incontra di norma in chiese dotate di battistero o in luoghi minacciati dalle acque. Forse l’origine di questa devozione sta proprio, come ricostruito da Ivan Portelli, nel pericolo rappresentato dalle esondazioni dell’Isonzo, che riusciva ad essere pericoloso quando cercava di riappropriarsi di un antico alveo. Una prova che testimonia questo pericolo è il ritrovamento a non molta distanza dalla chiesetta di una piccola ara votiva di età imperiale dedicata al dio Isonzo, che aveva probabilmente la funzione di proteggere il luogo dalle esondazioni del fiume. L’edificio uscì invece danneggiato solo dalla Prima guerra mondiale.—



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