Resta incerta la valorizzazione della caserma “del Fante”



C’è chi spinge per il suo riutilizzo, la sua valorizzazione. Ma la vecchia caserma “del Fante” continua ad essere un convitato di pietra: c’è, è stata messa in sicurezza ma è il regno del degrado. E, per giunta, in centro città, non in una zona periferica o in mezzo ai campi.

I cittadini della zona spingono affinché si faccia qualcosa. La caserma, oggetto di recente dell’abbattimento del vecchio muro di cinta che si affaccia sulla trafficata via Duca d’Aosta e della realizzazione di una nuova struttura, sormontata da una recinzione metallica, fu oggetto nel 2016 di un atteso e complesso intervento di bonifica dell’amianto presente nella struttura, con la fibra killer che fu “incapsulata” e dunque resa innocua. Questo ha eliminato il possibile rischio ambientale, ma non ha tolto dal degrado e dall’abbandono, ovviamente, la grande area di via Duca d’Aosta. «So che è iniziato l’iter che porterà al passaggio della caserma dal Demanio militare a quello dello Stato – spiega oggi il sindaco Rodolfo Ziberna –, seppur con tempistiche che mi sono ignote. Ma questo al momento non cambia le prospettive. Per un ente pubblico è impensabile acquistare una simile struttura, ed anche ricevendola gratuitamente sarebbe insostenibile la sua gestione». Peraltro risulta che parte dei fabbricati della Del Fante siano anche tutelati dalla Soprintendenza, e questo rappresenta ulteriore ostacolo a qualsiasi progetto.

Ma c’è chi spinge perché l’amministrazione faccia qualcosa. È Rosy Tucci, esponente di opposizione, a farsi portavoce delle richieste dei cittadini. «Il Comune di Gorizia ha mai valutato attentamente la possibilità di entrare in possesso dell’intera area dell’ex caserma Del Fante, non solo nella prospettiva di una valorizzazione di quella parte della città che si sta tristemente trasformando in periferia, ma anche in vista di una finalità di sviluppo locale? Penso alla realizzazione di centri di aggregazione giovanile, ad un campus universitario per docenti e studenti, appartamenti in social housing assistenziale, ad un ostello. Visto che idee e le proposte non mancano, se ci fossero anche un interesse e la volontà del Comune, forse, anche qualche investitore privato potrebbe avvicinarsi».

L’esponente di minoranza, capogruppo di “Gorizia è tua”, ricorda come il 14 maggio scorso era emersa la notizia di un protocollo di intesa tra Regione e Agenzia del Demanio, finalizzato all’avvio di iniziative di dismissione e valorizzazione dei patrimoni immobiliari pubblici di rispettiva competenza: più di 110 immobili tra ex caserme, strade militari o palazzine non più utilizzate dall’esercito, messi a disposizione «della Regione e dei Comuni che ne abbiano fatto richiesta dal Ministero della Difesa e di semplificazione delle procedure di trasferimento dei beni demaniali da Stato a Regione. Per fornire un impulso all’economia, si facilita la restituzione dei beni alle comunità locali per un utilizzo a fini pubblici o per progetti che possano avere ricadute sociali, velocizzando il recupero di immobili in disuso». —





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