Restauro di 98 colonne “regionali”

Stanziati 290 mila euro per interventi conservativi sulla sede della giunta Fvg

Poco meno di 290 mila euro per l’intervento di restauro conservativo delle 98 colonne lapidee e degli intonaci del piano terra del palazzo del Lloyd di piazza Unità. La cifra è stata stanziata dalla giunta regionale, l’operazione era già stata inserita nel piano triennale dei lavori pubblici 2017-2019.

La posa della prima pietra del palazzo risale al 6 dicembre 1880, dopo tre anni la conclusione dei lavori realizzati sulla base del progetto dell’architetto austriaco Heinrich Freiherr von Ferstel, scelto dopo che il consiglio della società del Lloyd austro-ungarico aveva bocciato altri sette candidati. L’edificio sorge su un terreno melmoso e molto vicino al mare, una situazione che aveva costretto il progettista a rinunciare a una torre sul lato mare optando per delle fondamenta larghe e poco profonde. Nel 1945 i primi danni dai colpi di artiglieria sparati dai tedeschi, ma è solo nel 1966 che viene fatto il primo intervento radicale di restauro con il consolidamento, ampliamento e la sopraelevazione del piano interno verso il cortile. Dal 1991 l’edificio è diventato la sede della presidenza della giunta regionale. A seguito di un grave incendio nel luglio del 2000, il secondo intervento radicale di restauro con l’adeguamento degli spazi interni e dell’impiantistica, oltre al rifacimento delle facciate.

Nel tempo però le 98 colonne hanno iniziato a evidenziare pesanti segni di deperimento e la Trevi Restauri di Trento, in collaborazione con i tecnici del Mibact, aveva avviato dall’8 al 13 giugno dello scorso anno le analisi realizzate con termografie, georadar, ultrasuoni e attraverso il prelievo di campioni. Il motivo del degrado è legato principalmente al tipo di materiale di costruzione, ci sono poi delle profonde microfessurazioni che richiedono un intervento di ripristino importante. Le colonne sono realizzate in calcarenite, roccia tenera e non molto compatta che da un lato ha «un alto fattore di lavorabilità», ma è soggetta «a fenomeni di gelività», ovvero ha «la tendenza a fratturarsi per azione del gelo» e può «subire un degrado all’esterno per aria ed acque aggressive» si legge nella relazione della Trevi. Inoltre dall’indagine visiva è emerso che il degrado è distribuito in modo irregolare, alcune colonne anche vicine risultano danneggiate in modo completamente diverso.

I lavori, che saranno svolti a blocchi senza l’interruzione dell’attività nel palazzo, prevedono la rimozione delle parti rovinate, la pulitura, il consolidamento, la stuccatura e la protezione finale con prodotti idrorepellenti.

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