Rfi a Livorno investe 45milioni nello scalo al Lisert e a Schiavetti è buio sui raccordi
Una stazione ferroviaria nel porto industriale di Livorno dedicata esclusivamente al traffico merci, con il treno che arriva direttamente in banchina, fin sotto la nave per raccoglierne il carico e partire spedito verso i centri intermodali dell’Italia settentrionale e del Nord Europa. Ne parlava qualche giorno fa il Sole24 ore dando notizia di un investimento da oltre 45 milioni di euro così ripartiti: 12,6 milioni a carico di Rfi e 33 a carico della Regione Toscana (dei quali 13 stanziati dalla Ue). Un mega investimento per Livorno mentre per il porto di Monfalcone che sogna una stazione ferroviaria interna con le stesse prerogative (così vorrebbero gli operatori) non c’è nulla all’orizzonte. E mentre a Livorno si investe nel Fvg e a Monfalcone Rfi dismette, abbandona i raccordi ferroviari e non si sogna di investire nemmeno un euro. Sono mesi che si sta attendendo una decisione sul gestore unico del raccordo ferroviario (realizzato con investimenti pubblici regionali e non di Rfi), è stata bandita una gara che è andata male (il gestore chiede prezzi fuori mercato) e si attende un via d’uscita. Peggio ancora per il raccordo della ex De Franceschi, dismesso da Rfi, che ora Casillo ha necessità di rilanciare ma la strada della soluzione è lunga e Rfi non si sogna nemmeno di investire.
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