Riapre Casa Capon a Opicina: uno spazio sociale dentro Villa Carsia

Il suo recupero, costato 800 mila euro, consentirà di ospitare le attività del territorio e l’aggregazione a partire dagli anziani

Ugo Salvini
L'inaugurazione di Casa Capon a Opicina. Foto servizio Lasorte
L'inaugurazione di Casa Capon a Opicina. Foto servizio Lasorte

Il piano terra che diventa sede operativa del progetto “Habitat microarea di villa Carsia”, ricco di spazi da utilizzare per coinvolgere la comunità locale e i soggetti del territorio, con attività di socializzazione, in una prospettiva intergenerazionale. Il primo piano che consta di tre alloggi vincolati a progetti di reinserimento sociale, da realizzare attraverso la disponibilità di una dimora, fissa o temporanea che sia, offrendo così una risposta concreta a una decina di persone in emergenza abitativa e in carico al Servizio sociale comunale. Il secondo piano riconvertito in una foresteria, dotata di sette camere con bagno, lavanderia e zona ristoro, pensata per garantire un’accoglienza dignitosa a persone senza dimora, particolarmente vulnerabili o affette da patologie croniche. È la descrizione di “Casa Capon” a Opicina, da oggi, martedì 31 marzo, è tornata nella disponibilità dell’intera collettività, grazie al completamento dell’ultimo intervento.

Il primo e secondo piano della struttura sono parte integrante di una progettazione definita dal Comune di concerto con gli enti del Terzo settore, per il biennio 2026-2027, e che vede il Servizio sociale comunale affiancato nella gestione da un’Associazione temporanea di scopo (Ats) composta da Fondazione diocesana Caritas Trieste onlus, Comunità di San Martino al Campo, Cooperativa sociale “La Quercia”, Società cooperativa sociale onlus “Lybra” e Fondazione “International Rescue Committee Italia ets”. Sia le persone inserite negli alloggi sia quelle che utilizzeranno la foresteria saranno affiancate da un’équipe educativa.

Il costo complessivo delle opere è stato di poco meno di 800 mila euro: 710 mila dei quali inseriti nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e spesi per le opere edili; i restanti 90 mila, messi a disposizione dal Comune, per le fognature.

 

All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco Roberto Dipiazza, gli assessori Massimo Tognolli (Politiche sociali), Elisa Lodi (Patrimonio immobiliare) ed Everest Bertoli (Politiche finanziarie).

«Tutti assieme – spiega Dipiazza – abbiamo realizzato una cosa bellissima per la gente, frutto di un grande lavoro di squadra che ci ha permesso di raggiungere l’obiettivo». «Oggi inauguriamo questo splendido spazio che avrà tante funzioni diverse – il commento di Tognolli – e che sarà dedicato all’aggregazione delle persone anziane e non solo, alle associazioni di Opicina, al territorio, proprio per svolgere la sua primaria funzione, quella di creare relazioni tra le persone. L’obiettivo è di combattere il fenomeno dell’isolamento sociale».

«Restituiamo alla città Casa Capon perfettamente funzionante grazie a un lavoro congiunto, che ha portato a una completa riqualificazione della struttura, con un intervento che ha riguardato anche la fognatura e che ci restituisce una struttura a norma priva di barriere architettoniche», la sintesi di Lodi.

«L’intervento di ammodernamento tecnologico degli impianti – spiega Bertoli – è stato realizzato con il Project Calore e oggi restituiamo alla nostra comunità un altro gioiello, che fa crescere ancora di più Trieste». Nell’occasione il presidente dell’Ater di Trieste, Daniele Mosetti, ha annunciato la volontà di «portare all’interno di Casa Capon l’ufficio di Portierato sociale oggi situato in via San Mauro». —

 

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