Riassetto della sanità At interroga Dipiazza

Lilli Goriup



Adesso Trieste presenta un’interrogazione al sindaco Roberto Dipiazza sul perché del suo ok all’atto aziendale Asugi. E sulla ristrutturazione di distretti sanitari e centri di salute mentale (Csm) promettono di dare battaglia anche M5s e Rifondazione comunista.

«I distretti scendono da quattro a due, idem i Csm», si legge nell’interrogazione a firma del consigliere comunale di At Kevin Nicolini: «Dipiazza, che in quanto primo cittadino è l’autorità sanitaria locale, nei giorni scorsi ha dato il suo via libera a questo piano nella Conferenza dei sindaci. Perché? Quali saranno le ricadute sul mercato del lavoro? A seguito dell’istituzione di un’unica struttura per le dipendenze, il servizio di “Androna Giovani” continuerà a operare? Come avverrà l’armonizzazione tra Punti salute e Circoscrizioni?». Nicolini vuole sapere inoltre «quali azioni verranno intraprese per rispondere alla diffusa e crescente sofferenza psichica nella cittadinanza e, con il venir meno di due distretti di riferimento, quale sarà infine l’interfaccia che sindaco e giunta useranno per comunicare e raccogliere i bisogni dei cittadini».

La consigliera del M5s Alessandra Richetti fa sapere: «Il dimezzamento voluto da Asugi rischia di causare pesanti ripercussioni su consultori, assistenza domiciliare, servizi per disabilità, tossicodipendenti, soggetti psichiatrici, malati in fase terminale. Per esempio il Dipartimento per le dipendenze di San Giovanni subirà un dimezzamento anche delle strutture organizzative, indebolendo un servizio già gravato dalla numerosa utenza. Si dovrebbero al contrario rafforzare le prestazioni erogate sul territorio, come previsto dalla missione 6 del Pnrr». Così Rifondazione: «Proprio in un momento di estrema fragilità a causa della pandemia e della sua pessima gestione da parte del governo, Asugi sferra un attacco terribile, depotenziando i servizi e destinando al privato convenzionato fondi importanti. Scelte ideologiche dettate dal desiderio di smantellare il pubblico, con gravi danni per la popolazione». —

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