Ricrestate, è caos per il pagamento dei bollettini

Bollettini arrivati in ritardo e troppo a ridosso della scadenza, un’apertura straordinaria di Esatto per rimediare e la proroga del termine ultimo per i pagamenti per correre al riparo a fronte delle tante, tantissime proteste. Caos nei giorni scorsi per molte famiglie impossibilitate a pagare la retta per il Ricrestate, il servizio estivo per i bambini, messo a disposizione dal Comune di Trieste. In tanti si sono preoccupati, perché per la prima volta se la tariffa non viene saldata prima dell’avvio del servizio, il bambino non sarà accolto.
Complessivamente le iscrizioni sono state 2.265, facile intuire la confusione generata, con gli uffici comunali presi d’assalto tra telefonate e mail. L’assessore all’Educazione Angela Brandi spiega che si è trattato di un problema tecnico, mentre i genitori suggeriscono di trovare nuove soluzioni per il prossimo anno. A metà della scorsa settimana nessun bollettino era stato recapitato ai genitori, che si sono agitati e hanno iniziato vivaci dibattiti sui social, per capire se la situazione fosse uguale anche per altre famiglie. «Io e tante altre mamme – spiega una ragazza – siamo andare a prenderci fatture e bollettini da Esatto per pagare in tempo, visto che inizialmente ci avevano detto che non si poteva posticipare il pagamento».
A chiarire la situazione sono direttamente gli uffici comunali. «La causa è la mole di mail inviate e alcuni dettagli tecnici, come l’utilizzo della Pec – spiegano – che alcuni non riuscivano a scaricare dal cellulare. Stiamo cercando di capire esattamente cos’è successo. Per il momento abbiamo ovviato al disagio con un’apertura straordinaria degli uffici di Esatto lo scorso sabato e soprattutto con la proroga del termine fissato, che slitta al 13 (oggi, ndr). Nel frattempo stiamo rispondendo a tutte le famiglie che ci contattano. Assicuriamo che tutto andrà a buon fine – sottolineano – e che nessun bambino, tra quelli che hanno fatto regolare richiesta, rischia di perdere il posto per questo disguido».
Ma anche chi ha ricevuto correttamente tutto, critica comunque la novità del pagamento anticipato, quando arriva non a ridosso del servizio prenotato. «Abbiamo ricevuto le fatture sia per il Ricreastate che per il centro estivo e pagato con il sistema Pagopa. Ma pur condividendo il pagamento in via anticipata – dice un’altra mamma – non capisco perché venga fissata una scadenza perentoria all’11 giugno pena l’esclusione dai turni. Mia figlia inizierà il suo turno il 16 luglio e ho dovuto pagare con più di un mese di anticipo. Non era meglio fissare una scadenza di pagamento in relazione alla data di inizio effettivo del turno? Ad esempio dieci giorni prima. Sembra un’intimidazione per chi ha sempre e comunque pagato negli anni precedenti».
A rispondere in questo caso è l’assessore Brandi. «Abbiamo voluto responsabilizzare le famiglie, farle riflettere sull’effettiva volontà di far frequentare ai figli il servizio. Accadeva molto spesso che tanti iscrivevano i bambini a tutti i turni, senza poi frequentare, a scapito di chi magari aveva una reale necessità. E molti non comunicavano nemmeno la scelta di non mandare il figlio al turno prenotato, con la conseguenza che chi era in lista d’attesa veniva chiamato all’ultimo momento o comunque troppo tardi, mentre pensando di non poter accedere al Ricrestate, nel frattempo aveva scelto un’altra opzione, e spesso più costosa».
Pensando in generale ai pagamenti dei vari servizi, molti genitori chiedono al Comune che per il futuro si possa pensare a uno snellimento delle procedure, anche per aiutare chi ha più figli, chi ha bambini con disabilità o chi soffre di altre problematiche, tutte situazioni che rendono la prassi burocratica prevista difficile da completare. Alcuni auspicano infine che ci siano scadenze non così a ridosso delle proposte offerte, soprattutto per l’infanzia.
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