Rinsecchiti e ora anche piegati dal vento, non c'è pace a Trieste per gli "alberi in scatola"
Rami secchi e vasi rovesciati scatenano nuove proteste e ironia sui social. I cittadini si chiedono se le installazioni in piazza Ponterosso verranno rimosse

Non c'è pace per gli alberi installati dal Comune di Trieste in diversi punti pedonali della città.
Le piante posizionate in piazza Ponterosso si sono piegate sotto le raffiche di vento. Alcuni cittadini hanno tentato anche di sollevarle, senza successo. Altri invece hanno scattato foto, finite sui social, domandandosi se a questo punto basi e alberi saranno sostituiti o tolti, considerando anche che molti rami sono ormai completamente secchi.
Le polemiche
Ma non è la prima volta che gli ormai ribattezzati “alberi in scatola” fanno parlare di loro a Trieste. Nelle settimane scorse, infatti, il progetto “Oasi sui masegni”, promosso dal Comune per creare punti d’ombra nelle piazze del centro, era già finito al centro delle polemiche politiche e delle ironie sui social. A far discutere era stato innanzitutto il costo dell’operazione: 49.519 euro finanziati con i proventi della tassa di soggiorno per tredici platani in vaso, comprensivi di collocazione, manutenzione e irrigazione.
Dall’opposizione, Tiziana Cimolino di Alleanza Verdi e Sinistra aveva parlato di «propaganda estiva» e contestato la scelta di sistemare alberi ad alto fusto in fioriere nel pieno della stagione più calda. Critiche erano arrivate anche per le fronde apparse secche su alcuni esemplari e per l’effettiva capacità delle piante di garantire refrigerio.
L’assessore Michele Babuder aveva però difeso l’iniziativa, precisando che l’obiettivo non era quello di risolvere il problema del surriscaldamento urbano, bensì di creare punti d’ombra temporanei laddove non è possibile piantare alberi in terra piena. Un esperimento che, tra contestazioni, battute e ora anche i problemi provocati dal vento, continua insomma a far discutere la città.
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