Rifiuti smaltiti senza controlli a Trieste, 47 indagati
L’indagine della polizia di Trieste ha preso avvio dopo una lunga attività di osservazione, controllo e pedinamento nei confronti di alcun persone che effettuavano attività di gestione dei rifiuti sia pericolosi che non pericolosi

Quarantasette persone sono indagate per irregolarità nella gestione e nello stoccaggio di rifiuti.
L’indagine della polizia di Trieste ha preso avvio a seguito di una prolungata attività di osservazione, controllo e pedinamento nei confronti di alcun persone che effettuavano attività di gestione dei rifiuti sia pericolosi che non pericolosi, sia per conto proprio che per conto terzi, senza titoli autorizzativi, liberandosi quindi di tutti i tipi di rifiuti nei vari bottini della città e presso i centri di raccolta comunali, creando oltre ad un pericolo ambientale un aggravio di spese a carico dei cittadini.
Oltre a sbarazzarsi dei rifiuti in questo modo gli autori dei reati utilizzavano la sede locale di una grossa società autorizzata allo stoccaggio di rifiuti non pericolosi.
L’attività investigativa è quindi proseguita anche con l’utilizzo di strumentazione tecnologica e si è concentrata sulla ditta di stoccaggio consentendo di ricostruire una prassi illecita consolidata: la struttura, pur svolgendo anche una regolare attività, riceveva ed accoglieva sistematicamente anche rifiuti di vario genere, per lo più collegati ad attività di demolizione edile.
L’assenza dei formulari di identificazione dei rifiuti o l’indicazione di dati non corretti rappresenta una potenziale minaccia per l’ambiente: l'omissione dei presidi documentali spezza irrimediabilmente la catena di custodia e rende impossibile ricostruire il percorso e la tipologia dei materiali dal produttore all'impianto finale, innescando anche un meccanismo di concorrenza sleale a danno dei trasportatori regolari che operano nel pieno rispetto della legalità.
Gli amministratori e legali rappresentanti della società sono stati denunciati per aver gestito l’impianto in difformità dalle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni regionali e comunali e per aver aperto degli scarichi abusivi (Testo Unico Ambientale (TUA), art.li 255, 256 e 137). Parallelamente, sono stati individuati e presi in esame dagli investigatori i singoli conferimenti illeciti, effettuati per lo più da imprenditori e titolari di ditte individuali.
Gli approfondimenti operativi hanno evidenziato altre difformità operative in relazione alle modalità di stoccaggio dei rifiuti.
La polizia ha passato al setaccio 2803 formulari identificativi dei rifiuti avviando un laborioso riscontro con i dati acquisiti durante i monitoraggi sul campo nella fase investigativa.
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