Rifiuti, odori e animali maltrattati: nel 2026 aperti più di 230 fascicoli dalla polizia ambientale di Trieste
I numeri dell’attività del nucleo della Polizia ambientale: sono 55 i casi penali. Sul fronte della gestione rifiuti, degli abbandoni illeciti e della tutela del verde, le pratiche sono state 101, con 303 sopralluoghi

Duecentotrentadue fascicoli aperti in nove mesi, 55 dei quali penali e 177 amministrativi; ma anche 84 querele e denunce, 89 sequestri penali, 84 perquisizioni e 42 interrogatori.
Sono i numeri dell’attività svolta dall’inizio dell’anno dal Nucleo di Polizia ambientale della Polizia Locale di Trieste, struttura composta da appena cinque persone – un ufficiale coordinatore, un ispettore e tre agenti – che si occupa di reati e illeciti ambientali, rifiuti e tutela degli animali.
Nei primi nove mesi del 2026 sono state inoltre 53 le pratiche per il benessere animale, 45 gli interventi amministrativi e 135 i sopralluoghi sulle emissioni di fumi e odori molesti legate alle attività produttive.
Sul fronte della gestione rifiuti, degli abbandoni illeciti e della tutela del verde, le pratiche sono state 101, con 303 sopralluoghi. È la fotografia presentata dall’assessore alla Sicurezza Caterina De Gavardo insieme al comandante della Polizia Locale Walter Milocchi. Numeri che, sottolinea Milocchi, assumono un peso particolare se rapportati alle dimensioni del nucleo.
«Il personale riesce a fare un’attività pregevole, in sintonia con gli altri corpi regionali». Il lavoro nasce dall’iniziativa degli agenti ma anche dalle segnalazioni di cittadini, enti e altre strutture.
Il Nucleo di Polizia ambientale esiste in forma strutturata dal 2011, dopo essere stato inizialmente inserito nel Nucleo di Polizia Edilizia. Opera in collaborazione con il Servizio Ambiente e Igiene Urbana, Asugi e Corpo Forestale, oltre a mantenere un rapporto costante con la Procura, che gli affida le indagini penali. Le 53 pratiche sul benessere animale comprendono verifiche su disturbi alla quiete pubblica provocati dagli animali e sospetti maltrattamenti, spesso con Asugi. Quanto a fumi e odori, i 135 sopralluoghi riguardano soprattutto attività produttive soggette ad autorizzazioni e prescrizioni, con eventuali successive verifiche degli uffici tecnici.
È sul fronte dei rifiuti che si concentra una parte consistente dell’attività. L’abbandono dei quali ha rilevanza penale e le modifiche al Testo unico ambientale hanno esteso la responsabilità ai privati. Per i rifiuti urbani, anche ingombranti, abbandonati accanto ai cassonetti c’è una sanzione amministrativa da mille a tremila euro se la violazione viene commessa utilizzando un veicolo a motore, con il fermo del mezzo per un mese.
Ed è proprio dal contrasto agli illeciti nella gestione dei rifiuti che arrivano le due indagini più significative illustrate. La prima, conclusa nel luglio scorso, ha riguardato una serie di furti di oltre 200 batterie usate nei centri di raccolta regionali.
La seconda, conclusa a settembre, ha riguardato la gestione abusiva di rifiuti pericolosi e non pericolosi. Attraverso sopralluoghi e l’esame di registri e formulari, il Nucleo ha ricostruito un sistema nel quale i rifiuti venivano conferiti nelle isole ecologiche e nei centri di raccolta comunali. Il bilancio è di 47 persone denunciate a vario titolo e di quasi 3 mila formulari sequestrati come elementi di prova. «Le segnalazioni sono molte e arrivano anche dalla cittadinanza», ha osservato De Gavardo.
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