«Rigava dritto lavorando sodo Dispiace ma se uno sbaglia...»

Incredula la gestrice dell’ex Playa, Elisabetta Laurenti, alla notizia dell’arresto di “Dudi”, il bagnino che la passata stagione si era conquistato l’apprezzamento e la stima di anziani e giovani...

Incredula la gestrice dell’ex Playa, Elisabetta Laurenti, alla notizia dell’arresto di “Dudi”, il bagnino che la passata stagione si era conquistato l’apprezzamento e la stima di anziani e giovani frequentatori dello stabilimento, di proprietà comunale. Non solo per l’abilità nello svolgere il delicato compito di soccorso in mare, ma anche per «l’educazione e il rispetto degli orari».

«Era giunto a prestare servizio qui attraverso una cooperativa sociale - spiega la donna -: ero al corrente dei suoi trascorsi, ma per quanto ne sapevo da parecchio tempo rigava dritto e diversamente non sarebbe mai stato inserito nel mondo lavorativo. Si sottoponeva tranquillamente ai controlli e io stessa gli spiegavo che con questo mestiere non sarebbe certamente diventato ricco, ma avrebbe potuto condurre una vita dignitosa. La gente normale vive così. Io gli corrispondevo circa 1.300 euro al mese per il suo ruolo e relativamente al lavoro, non posso che parlarne bene: ho ricevuto perfino i complimenti dei clienti. Rispettava gli orari, era molto corretto e svolgeva le sue mansioni. Inoltre, prima di venire in spiaggia e a fine lavoro si recava a Duino per aprire o chiudere i cimiteri: aveva ricevuto l’incarico dal Comune, penso con una borsa-lavoro o qualcosa di simile, mirata sempre all’inserimento di persone svantaggiate».

Tra l’altro, come ricorda Elisabetta Laurenti, il 34enne si era seriamente impegnato per conseguire il brevetto di bagnino e aveva superato le difficili prove tecniche e pratiche, comprese quelle fisiche («per esempio fare una vasca e mezza in apnea»). «Dispiace per quest’esito della vicenda - conclude Laurenti -, soprattutto per la mamma del giovane, una signora dolcissima che ogni giorno veniva qui a portare la frutta fresca o il riso freddo, per evitargli il solito panino. Ho sempre pensato si dovesse dare a tutti una seconda opportunità. E siccome pareva un bravo ragazzo, l’avevo preso sotto l’ala come un figlio. Ma se uno sbaglia è giusto che paghi». (ti.c.)

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