«Rimpasti, segno d’ingovernabilità»

Le accuse di Candido all’esecutivo di Turriaco: «Senza una visione d’insieme»
MONF 04B Monfalcone 2 1 2007
MONF 04B Monfalcone 2 1 2007

TURRIACO. Quattro rimpasti in giunta in tre anni sono troppi e denotano le difficoltà del sindaco di Turriaco, Alessandra Brumat, a «far quadrare politicamente i conti».

A dirlo è il consigliere comunale di Diritti&Libertà Pier Ugo Candido, secondo il quale la manovra denoterebbe la mancanza di visione d'insieme e i fastidi presenti all'interno della maggioranza.

«Con la ricorrente scusa "dell'operazione già prevista" - attacca Candido -, dopo quasi due anni la famiglia Schiavon rientra in giunta. Ci riprova, ora, con Giovanni, figlio di Mario, già qualificato assessore all'Assistenza».

«A farne le spese - prosegue Candido - sono l'ottimo Renzo Farfoglia, storico, stimato e attivissimo assessore turriachese, e Annalisa Ponton, da poco entratata nell'esecutivo, e che, a quanto pare, non è stata apprezzata per il lavoro profuso».

Al giovane Giovanni Schiavon, sottolinea ancora il consigliere comunale di Diritti&Libertà, Pier Ugo Candido vanno fra l'altro referati pesanti, che ipotecherebbero la sua candidatura a prossimo primo cittadino.

«Sarà a questo punto interessante capire - afferma Candido - come agirà il neocomponente esterno in tema di ambiente, perché a Turriaco manca un piano del rischio aeroportuale, quello per l’amianto, perché manca una valutazione sulla bonifica dei siti pubblici e privati, lavori pubblici e urbanistica».

L'ala renziana del Pd, che localmente fa capo al segretario Carla De Faveri, blinderebbe così, a detta del consigliere comunale, «il futuro politico di Turriaco, mentre la sinistra storica uscirebbe sconfitta, e annichilita, da questo che, nel basket, si chiama "tagliafuori».

«Si attendono le eventuali smentite, quelle che, a Turriaco, sono ormai un rito», conclude polemicamente il consilgiere comunale Candido. (la. bl.)

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