Riparte la costruzione della nuova caserma dei pompieri
LATISANA. Sono ripresi a Latisana i lavori di costruzione della nuova caserma dei Vigili del fuoco, affidati alla società cooperativa “Celsa”, di Latisana, ma sulla conclusione pesa l’incognita dei vincoli imposti dal patto di stabilità.
Gli interventi sono iniziati dopo l’approvazione dei progetti strutturali da parte della Direzione regionale delle infrastrutture. L’edificazione della nuova caserma avviene su diretta iniziativa del Comune; il costo del primo lotto si attesta sui 600 mila euro.
«Con questo intervento - sottolineano il sindaco, Salvatore Benigno, e l’assessore ai Lavori pubblici e vicesindaco, Angelo Valvason - il Comune intende allestire un gruppo operativo di rapido intervento costituito da circa 14 persone, a disposizione del quale ci saranno diversi mezzi da alloggiare in un’apposita autorimessa. L’attività svolta dai Vigili del fuoco non è rivolta solo alla comunità locale, ma anche a quelle limitrofe: da qui la necessità di creare un centro operativo che raduni tutte le potenzialità e le attrezzature necessarie a fronteggiare in modo ottimale le emergenze».
L’edificio, che avrà una pianta di 21 metri per 31, sarà alto al massimo 7,6 metri. Lo spazio sarà organizzato in due zone, che avranno funzioni distinte. La prima sarà operativa e composta da uffici, autorimessa, area spogliatoi e deposito. La seconda zona avrà invece carattere “residenziale”, sorgerà sopra la parte operativa e ospiterà dormitori e servizi igienici. Quest’ultima parte della caserma sarà realizzata in un secondo momento, con un lotto successivo. Gli spazi interni sono stati studiati per essere efficienti, sicuri e facilmente gestibili nel caso si richiedano, nel tempo, opere di ammodernamento e manutenzione.
I terreni individuati e acquisiti dal Comune per ospitare la futura caserma si trovano in una zona periferica, in prossimità dei principali assi della viabilità. Gli accessi al corpo centrale saranno tre, carrabili e pedonali, e saranno disposti sul lato che confina con via monsignor Carlo Fontanin. «C’è da dire che l’opera – cocludono Benigno e Valvason - potrebbe subire ritardi nell’effettiva consegna, a seguito dei vincoli stringenti del patto di stabilità, problema che accomuna a tutte le amministrazioni locali che hanno opere pubbliche iniziate ma non ancora concluse».
Alfredo Moretti
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