Ripresa timida in Friuli Venezia Giulia: l’export sale a doppia cifra

Il rapporto della sede di Trieste di Bankitalia fotografa un 2017 sostenuto dalla cantieristica: «Raggiunte le quote di mercato perse durante la crisi»
Bonaventura Monfalcone-25.11.2016 Visita alla nuova nave da crociera Msc crociere-Fincantieri-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-25.11.2016 Visita alla nuova nave da crociera Msc crociere-Fincantieri-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

TRIESTE. Nel 2017 in Friuli Venezia Giulia si è assistito a un rafforzamento e consolidamento dell’attività economica, con un ripresa ancora timida ma molto più bilanciata rispetto al passato. La crescita infatti ha interessato tutti i principali comparti dell’industria manifatturiera e dei servizi, con tenui segnali positivi anche nel settore delle costruzioni, ed è stata sostenuta sia dalla domanda interna, soprattutto in termini di consumi, sia dalla componente estera, con un ritorno delle esportazioni ai livelli pre-crisi. É quanto emerge dal rapporto di Bankitalia “L’economia del Friuli Venezia Giulia”, presentato ieri pomeriggio all’Università degli studi di Trieste in un incontro che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del rettore Maurizio Fermeglia, del direttore della sede di Trieste della Banca d’Italia Ciro Schioppa e di Francesco Parisi, presidente dell’omonima Casa di Spedizioni. «Non possiamo ancora parlare di crescita - puntualizza Schioppa -, perché il Pil del Friuli Venezia Giulia rimane ancora di 7 punti percentuali inferiore rispetto al 2007 (per l’Italia sono 5,5, ndr). Ma vi sono tutta una serie di segnali positivi che indicano come nonostante la crisi abbia picchiato duro in regione vi siano le potenzialità per uscirne. Il Friuli Venezia Giulia può contare infatti su una coesione sociale ed economica migliore rispetto al resto d’Italia: il reddito è distribuito più omogeneamente, il rischio povertà è dimezzato rispetto al dato nazionale e anche la quota di disoccupati da più di un anno si attesta sul 3,3%, la metà rispetto alla media italiana».

Imprese e mercato del lavoro. Cantieristica e metallurgia, anche per l’aumento dei prezzi dei metalli, guidano la crescita a doppia cifra dell’export, che con il 12% è superiore alla media del Nord Est e riporta finalmente la regione ai livelli pre-crisi, con un recupero, anche se ancora parziale, delle quote di mercato mondiale: nel biennio 2016-2017 la crescita dell’export in volume ha superato di oltre due volte quella della domanda potenziale. Si consolida anche la crescita nel terziario, trainata da tre fattori: la crescita delle vendite di beni durevoli, in particolare autovetture, l’aumento dei flussi turistici (+5,2% di presenze sia italiane sia straniere) e la performance record registrata nel 2017 dal Porto di Trieste, che vede in ulteriore aumento le merci trasportate, grazie al potenziamento della intermodalità ferroviaria: Trieste è diventato il primo porto in Italia per movimentazione su rotaia, sia per numero di treni allestiti sia per numero di località raggiunte.

Le costruzioni. Segnali di ripresa giungono anche dal mercato immobiliare, dove si registra un aumento delle compravendite a fronte di un’ulteriore lieve flessione dei prezzi. Pure il settore delle costruzioni dà i primi deboli segnali di un’inversione di tendenza: è in leggera ripresa dal punto di vista occupazionale, nonostante la debolezza degli investimenti pubblici, calati del 6% sul piano delle amministrazioni locali.

L’occupazione. Si rafforza anche la crescita dell’occupazione iniziata nel 2015, anche se calano i contratti a tempo indeterminato a favore dei contratti a termine. Prosegue la diminuzione del tasso di disoccupazione, sceso al 6,7% e addirittura al 3,3% per i non occupati di lunga durata.

Le famiglie e il risparmio. Buone notizie arrivano anche sul fronte delle famiglie, per cui si consolida la crescita del reddito disponibile avviata nel 2013 (in Fvg si attesta sui 20.200 euro, 2000 euro in più delle media italiana) e l’aumento dei consumi, ancora limitato però ai beni e ai servizi di prima necessità. A sostenere la domanda hanno contribuito le condizioni favorevoli di accesso al credito (+3,1% di prestiti alle famiglie), anche se le erogazioni dei mutui per l’acquisto di abitazioni è in leggero calo rispetto al 2016, dopo 4 anni di crescita sostenuta.

Il mercato del credito. Dopo essere cresciuti nella prima parte dell’anno i prestiti bancari alle imprese sono tornati a calare (-3,1%), risentendo dell’andamento negativo nelle costruzioni e nei trasporti. Ma per la prima volta dall’inizio della crisi lo stock dei crediti deteriorati è in flessione (anche per effetto della liquidazione delle banche venete).

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