La Riserva marina di Miramare: «Noi gli unici senza un accesso in acqua»

Il direttore Spoto: «Il progetto della scaletta di Grignano risale a quattro anni fa quando avevamo l’esigenza assieme ai club subacquei di aver un ingresso in sicurezza alla Riserva marina di Miramare nell’area di Grignano»

Fabio Dorigo
Trieste - Laboratorio a cura del WWF per la restituzione di alcune tartarughe alle acque del parco di Miramare
Trieste - Laboratorio a cura del WWF per la restituzione di alcune tartarughe alle acque del parco di Miramare

 

«In questo momento l’Area marina protetta di Miramare, forse l’unica in Italia, non ha un accesso al mare». Maurizio Spoto, direttore della Riserva Naturale Marina di Miramare gestita dal Wwf Italia, sottolinea la contraddizione in cui è finita la prima riserva marina istituita nel 1986 in Italia assieme a Ustica.

Una situazione assurda che ha portato alla richiesta, accolta dalla Regione Friuli Venezia Giulia, di realizzare una scaletta a Grignano all’esterno del porticciolo. Il manufatto è stato realizzato nell’ambito del progetto di riqualificazione della Baia che include la costruzione di un ascensore panoramico per Miramare (quasi ultimato).

«Il progetto della scaletta a Grignano risale a quattro anni fa quando avevamo l’esigenza assieme ai club subacquei di aver un ingresso in sicurezza alla Riserva marina di Miramare nell’area di Grignano - spiega Spoto -. Un braccio di ferreo con la Regione andato avanti alcuni anni. Finalmente nel mese di settembre è stata costruita una scaletta. Adesso avrà una funzione non semplicemente per la balneazione, ma anche per l’ingresso in mare dei numerosi subacquei per l’attività dei centri estivi e di snorkeling che facciamo come Wwf».

La soluzione adottata (scala in cemento armato appoggiata sugli scogli) non è stata proposta dal Wwf. «A noi interessava solo avere finalmente un accesso al mare - spiega il direttore dell’Amp -. Non siamo entrati nel merito del progetto e dei materiali. Poteva andare bene anche in acciaio come quelle che si sono a Barcola. Abbiamo solo suggerito alcune varianti».

Il progetto iniziale aveva collocato la scaletta a ridosso del promontorio (dove c’erano già alcuni storici gradini) con l’inconveniente di finire ai margini della Riserva Marina dove è vietata la pesca e la balneazione. Così la scaletta, su suggerimento del Wwf, è stata spostata di una decina di metri solo che l’ingresso virava a destra (verso il Castello di Miramare) portando di nuovo verso l’Area marina protetta. Alla fine il progetto è stato corretto e ora la scaletta si apre al mare nel verso opposto, in direzione del Castello di Duino.

«Per noi è una manna. Abbiamo dovuto fare tutte le attività estive partendo dall’interno del porticciolo di Grignano. Ora finalmente possiamo tornare ad avere un accesso diretto al mare che per un’Area marina è il minimo che ci si può aspettare» continua Spoto. Attualmente l’Amp di Miramare tutela 30 ettari di biodiversità marino-costiera sottoposti a protezione integrale e 90 ettari di zona cuscinetto.

Il problema è sorto due anni fa quando il rinvenimento di ordigni bellici inesplosi della Seconda Guerra mondiale, ha precluso l’accesso al mare nella spiaggetta di Miramare che si trova proprio difronte alle Scuderie del Castello dove, nell’ala sinistra, ha sede da alcuni anni il Biodiversitario Marino (BioMa), ovvero il museo immersivo dell’Amp di Miramare. «Nulla da dire - continua il direttore dell’Amp -. L’interdizione della Capitaneria di Porto è dettata da motivi di sicurezza. Solo che ormai dura da due anni. Così noi abbiamo dovuto correre ai ripari. Sono state tentate varie strade per trovare un’alternativa alla spiaggetta di Miramare e avere un accesso al mare che è fonte della nostra attività».

Una prima soluzione è stata ricorrere al moletto collocato tra lo stabilimento balneare Sticco e l’Area marina protetta proprio difronte l’ingresso al parco di Miramare, un punto di libero accesso al mare frequentato da molti triestini.

«All’inizio per il moletto ex Sticco abbiamo trovato un accordo con il Comune di Trieste per una concessione temporanea da condividere con gli abituali frequentatori che vanno lì a prendere il sole e a fare il bagno. Ma in questi giorni abbiamo avuto una lettera dal Comune che ci preclude questo accesso» spiega il direttore dell’Amp. In quest’area resta quindi aperto il problema dell’accesso al mare in questa zona.

«Meno male che questa estate abbiamo avuto una preziosissima concessione da parte del Museo storico del Castello di Miramare, nella persona del direttore Guido Comis, che ci ha concesso un uso temporaneo del Bagno Ducale (inaugurato nel 2021 dopo un importante intervento di restauro, ndr)» aggiunge Spoto. In attesa di riconquistare la spiaggetta, il Wwf chiede chiarezza sulla scaletta di Grignano e sul moletto di Sticco. Quello che è certo è che l’Area marina protetta di Miramare non può certo limitarsi a “mirare” il mare all’infinito.

 

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