Risiera, il processo ai carnefici in una mostra

Inaugurata ieri a San Sabba l’esposizione “Testimoni Giudici Spettatori” sul dibattimento del 1976 a Trieste
Di Pierpaolo Pitich
Foto Bruni 30.01.13 Risiera S.Sabba:la mostra sul processo
Foto Bruni 30.01.13 Risiera S.Sabba:la mostra sul processo

«Il processo della Risiera è stato un atto di giustizia che ha permesso una ricostruzione storica fondamentale di quanto accaduto in un luogo del dolore che rimane di profonda attualità. Mai come adesso, in un periodo in cui si accendono preoccupanti focolai di razzismo e antisemitismo, è il momento di tenere alta la memoria, in difesa dei valori di rispetto, solidarietà e civile convivenza». Così il sindaco di Trieste Roberto Cosolini, nel suo intervento all’inaugurazione della mostra intitolata “Testimoni Giudici Spettatori”, che ripercorre lo storico processo della Risiera di San Sabba contro i crimini compiuti all’interno del campo di sterminio, durante l’occupazione nazista della città, dal settembre del 1943 all’aprile del 1945. Una rassegna espositiva, inserita nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria, e realizzata dall’Associazione nazionale ex deportati di Trieste, dall’Istituto per la storia del movimento di Liberazione nel Fvg, dalla Biblioteca nazionale slovena e dal museo della Risiera, che vuole ricordare l’azione civile dei tanti testimoni che, nel 1976, rievocarono con coraggio presso il Tribunale di Trieste, le dolorose esperienze delle quali furono protagonisti e di cui molti loro parenti ne furono le vittime, in un processo che ebbe una risonanza nazionale ed internazionale, rompendo un lungo silenzio giudiziario sui crimini nazisti in Italia.

Furono 174 i testimoni che sfilarono davanti alla Corte d’Assise presieduta dal giudice Domenico Maltese, 30 gli avvocati, in rappresentanza di 60 parti civili, coinvolti nel processo che iniziò il 16 febbraio del 1976 per concludersi due mesi e mezzo più tardi, il 29 aprile. Rimase vuota invece la gabbia dei due imputati, gli ufficiali tedeschi Dietrch Allers e Joseph Oberhauser, in quanto gli accordi italo tedeschi prevedevano l’estradizione soltanto per i crimini commessi dopo il 1948. Allers morì l’anno precedente al processo, nel 1975, ed il procedimento a suo carico venne dichiarato nullo. Per Oberhauser invece, che continuò a vivere indisturbato lavorando in una birreria di Monaco di Baviera, ci fu la condanna all’ergastolo in contumacia. Sentenza che fu confermata dalla Corte d’Appello nel 1978. Nel corso della vernice della mostra, dopo il saluto di Maria Masau Dan, direttrice dei Civici musei di storia ed arte, sono intervenuti i due curatori della rassegna, Franco Cecotti e Dunja Nanut che si sono soffermati «sull’importanza di un processo che ha stabilito una verità storica ma che troppo velocemente è finito nel dimenticatoio. Si tratta soprattutto di un omaggio ai tanti testimoni ed al loro coraggio».

La mostra, nell’allestimento di Francesco Fait, curatore del Civico museo della Risiera di San Sabba, si snoda in un percorso esterno dove viene raccontata la cronologia storica che portò al processo, attraverso alcune figure centrali, come quella del giornalista Albin Bubnic, che ricostruì con grande perizia le storie delle vittime del campo di sterminio, del magistrato Sergio Serbo, che ebbe il merito di avviare l’istruttoria e di Domenico Maltese che fu il presidente della Corte. La parte interna rievoca invece l’ambientazione dell’aula del tribunale, con le foto del processo realizzate dal fotografo del quotidiano Primorski Dnevnik Mario Magajna. La mostra, che si sdoppierà diventando itinerante lungo tutta l’Italia, sarà visitabile fino al 2 giugno, con orario dalle 9 alle 19 ad ingresso gratuito.

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