“Risorge” da uno scantinato la decana delle moto triestine

È una mitica “Mm175” costruita nel 1931, da allora rimasta sempre in questa città «Era ferma da almeno 40 anni. È partita al secondo colpo di pedalina. Un miracolo»



Stasera sarà presentata al pubblico e diventerà, senza ombra di dubbio, la “signora” delle motociclette di Trieste. La sua infatti più che una storia è un’autentica epopea. È la “Mm175”, costruita e immatricolata in città nel 1931, ritrovata dagli appassionati del locale Moto club in uno scantinato del centro, dove aveva riposato, sotto uno strato di polvere, per quasi mezzo secolo, custodita dal suo ultimo proprietario, un 80enne triestino.

La moto, per l’epoca un gioiello d’ingegneria, realizzata dalle sapienti mani degli artigiani che si dedicavano ai motori in quegli anni, vivrà adesso una seconda giovinezza. Tirata perfettamente a lustro, orgogliosa della sua targa “127 Ts”, la “Mm 175” è destinata a diventare, nel suo genere, una vera e propria star, che sarà esposta nei locali del Moto club Trieste in tutte le occasioni importanti e trasportata in altri punti della città, per essere ammirata in presenza di mostre o eventi legati ai motori.

«Il fatto che sia arrivata a noi in condizioni pressoché perfette e funzionante sotto il profilo della meccanica – racconta Massimo Pacor, storico del Moto club, protagonista dell’avventurosa ricerca che ha portato al ritrovamento di questa motocicletta – è un evento rarissimo. Pur essendo passata di mano fra quattro proprietari – aggiunge – ha fatto relativamente pochi chilometri».

Con ogni probabilità, l’ultimo proprietario l’ha tenuta nello scantinato per un fattore affettivo. Di certo era ferma da almeno 40 anni. «Eppure – riprende Pacor – è partita al secondo colpo di pedalina, una sorta di miracolo della tecnica e adesso sarà presto pronta per affrontare, ogni tanto, anche il traffico di tutti i giorni». Degno di nota anche il percorso compiuto da Pacor per arrivare a questo risultato: «Avevo saputo per caso, da un vicino di casa, dell’esistenza di questa moto. Ho bussato alla porta del proprietario e dopo una lunghissima trattativa – sottolinea – sono riuscito a ottenere questo pezzo da collezione per il nostro club e per l’intera città, di cui la “Mm 175” è figlia sotto tutti gli aspetti, perché è sempre stata a Trieste, dalla costruzione a oggi».

La “Mm” è una sigla importante nella storia del motociclismo italiano: stava a indicare le iniziali di Mario Mazzetti, fondatore dell’azienda, che vide la luce nel 1924 a Bologna e arrivò ad avere fino a 82 dipendenti. Fra i soci di Mazzetti c’era anche Alfonso Morini che, nel ’37, uscì dalla “Mm” per fondare la casa motociclistica diventata poi famosa fra gli appassionati e acquistata dai cinesi nel 2014.

«Le “Mm” erano moto di grande qualità – riprende Pacor – e per questo il suo valore collezionistico è assoluto».

Di rilievo anche la figura del concessionario dell’epoca della “Mm” a Trieste, Umberto Barbolini, meccanico ciclista e motociclista, che aveva la sua officina in viale Miramare. Toscano giunto a Trieste da militare, dopo la Prima guerra mondiale, fu anche valido pilota con le moto bolognesi e non solo gestendo, negli anni ’30, una propria scuderia. Vinse la Trieste – Opicina motociclistica nel 1932 e per anni si distinse con piazzamenti da podio sia nella corsa in salita sia nelle gare del Dirt Track di Montebello.

Della moto ritrovata, della fabbrica “Mm”, del suo concessionario a Trieste, si parlerà stasera alle 20, nella sede del Moto club Trieste, all’interno dell’ippodromo (ingresso da piazzale De Gasperi 4).—



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