Ritorno bis di Escher al Salone degli Incanti stoppato dal virus
“Escher”, da mostra dei record per Trieste, si candida a essere la mostra più sfortunata della storia. La rassegna di Arthemisia al Salone degli Incanti avrebbe dovuto riaprire i battenti in queste settimane per continuare fino a febbraio 2021. È, invece, incappata in un secondo lockdown dopo quello di marzo. E così, mentre l’ex Pescheria si è svuotata della mostra “Cyborn. L’alba di un mondo artificiale”, allestita per Esof 2020 e chiusa con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza del 10 novembre in virtù dell’ultimo Dpcm, le opere dell’artista visionario olandese resteranno in magazzino. Fino al 3 dicembre, data di scadenza del Dpcm, non se ne parla. E dopo è un ulteriore azzardo visto che il picco della seconda ondata della pandemia è attesa per fine novembre. Uno smacco per il Comune di Trieste, che su Maurits Cornelis Escher era tornato a scommettere dopo l’interruzione imprevista dell’8 marzo e la breve ripresa estiva (dal 30 maggio al 19 luglio). L’amministrazione comunale ha già stanziato 60 mila euro provenienti dalla tassa di soggiorno per il ritorno di Escher al Salone degli Incanti, oltre a riconfermare la promozione “Gift for Guests”, cioè i biglietti gratuiti per gli ospiti degli alberghi cittadini per i quali erano stati già impegnati 50 mila euro dell’imposta di soggiorno del 2019. Un pacchetto di cinquemila biglietti omaggio rimasti in gran parte inutilizzati.
«Arthemisia ovvero la società organizzatrice della mostra che in meno di tre mesi aveva superato i 28 mila visitatori - aveva illustrato l’assessore alla Cultura Giorgio Rossi nella delibera dello scorso giugno - è stata pesantemente penalizzata dall’emergenza sanitaria. La volontà è sostenere Arthemisia per una proroga della mostra fino al 19 luglio, con un apporto di 40 mila euro più Iva, nonché per il successivo disallestimento e riallestimento nel periodo da fine novembre 2020 a fine febbraio 2021, con un apporto di 60 mila euro più Iva». Un riallestimento che non ci sarà. Per ora.
«Non mollo Escher» aveva dichiarato a fine maggio l’assessore Rossi, che ha puntato molto sulla partnership con Arthemisia per il rilancio dell’ex Pescheria dopo il successo della mostra “I love Lego” (51 mila visitatori). «La mostra su Escher in due mesi ha già catalizzato 25 mila visitatori e di questo passo, quando a giugno terminerà, potrà raggiungere quota 70 mila», aveva vaticinato il 20 febbraio la dirigente Francesca Locci poco prima dell’entrata in scena del Covid-19.—Fa.Do.
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