Rivoluzione seggi liberate 3 scuole Si vota all’oratorio San Giuseppe

Sulla falsa partenza della scuola, che finalmente riavvia le lezioni “live”, dal vivo, dopo mesi di didattica a distanza e poi subito dopo si ferma un turno, come nel gioco del Monopoli, a causa del referendum sul taglio dei parlamentari sarebbe interessante passare la parola alle famiglie. Ma questa è un’altra storia. La notizia di oggi è che per sgravare almeno una parte delle scuole di primo grado dalle incombenze elettorali il Comune ha rivoluzionato la dislocazione di sezioni e seggi in città. Così non ci saranno più sette sedi (oltre a quella dell’ospedale San Polo riservata ai pazienti) per esercitare il diritto di voto, costituzionalmente sancito, ma solo quattro, con razionalizzazione evidente delle spese burocratiche e pure un efficientamento delle risorse umane, per via del minor dispendio di forze dell’ordine a presidio delle urne. Nello stesso tempo, però, si richiederà uno sforzo in più ai cittadini per raggiungere le urne. Fermo restando che disabili, malati costretti a letto, degenti e altre categorie fragili potranno avvalersi dei sistemi collaudati nelle passate elezioni.
Liberi dunque i plessi della Battisti, Cuzzi e del Buonarroti, che non ospiteranno più le operazioni di scrutinio. E una new entry: l’oratorio del San Giuseppe, a Largo Isonzo, per il quale recentemente si sono chiesti fondi ministeriali per spazi da riattare alla didattica, in chiave anti Covid-19, diventerà punto di riferimento del rione per l’allestimento del referendum confermativo. Non solo: se quest’esperimento filerà senza increspature allora è probabile che l’edificio diverrà dimora stabile per tradurre nella pratica l’articolo 48 della Costituzione.
Un po’ di numeri: sono 20.641 gli aventi diritto al voto, di cui 2.151 iscritti all’Aire, cioè residenti all’estero. Di fatto a Monfalcone voteranno potenzialmente 18.490 persone, spalmate su 35 sezioni, più quella dell’ospedale di via Galvani, originariamente suddivise in sette plessi scolastici (Duca d’Aosta, Battisti, Giacich, Randaccio, Cuzzi, Pertini e Buonarroti). Dopo una concertazione durata due settimane e a seguito di diversi sopralluoghi, l’ultimo dei quali si è consumato ieri mattina, l’amministrazione ha dunque stabilito di «sgravare delle operazioni tre sedi, privilegiando la scuola primaria», più penalizzata dall’emergenza coronavirus, come annunciato ieri dal sindaco Anna Cisint.
Così, le sezioni 28, 29 e 36 della Battisti verranno inserite alla Randaccio, «peraltro a breve distanza», sempre la prima cittadina. Mentre le sezioni 9, 16, 17, 24 e 25 confluiranno nel nuovo quartiere generale dell’oratorio San Giuseppe a Largo Isonzo, circostanza appunto inedita. Infine il Buonarroti, dove l’elettorato di riferimento si spaccherà a metà: la sezione 8 di via Matteotti verrà incardinata alla Duca d’Aosta, sempre in centro; scuola, quest’ultima, che passerà pertanto da 7 a 8 sezioni. Mentre le 6 e 7 dal liceo finiranno al Pertini, che salirà a quota 9 sezioni elettorali. E i certificati? L’amministrazione ha stabilito di mandare direttamente a casa, non via posta ma con consegna diretta, sul modello dell’erogazione di mascherine durante il lockdown, gli adesivi da incollare al documento. La sezione di voto cambierà per circa 5.900 monfalconesi. «Naturalmente – sottolinea il segretario generale Francesca Finco – chi per cause di varia natura non lo riceverà potrà ritiralo il giorno stesso all’Ufficio elettorale, che resterà aperto come nelle passate tornate. E in ogni caso, anche senza etichetta conforme, il diritto di voto sarà garantito all’urna». –
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