Ro-la, Fernetti punta ora al mercato russo

Soddisfazione per il servizio attivato ma ferma volontà di sviluppare nuovi traffici, tra cui potrebbe rientrare il mercato russo. È difficile, in questi tempi di crisi, sentire previsioni ottimistiche da parte di imprenditori o addetti al settore del commercio su ampia scala. Esattamente ciò che è avvenuto ieri mattina all'Autoporto di Fernetti durante la presentazione ufficiale del collegamento ferroviario ro-la (camion sul treno) tra il porto di Trieste e il Centro Europa. Previsioni descritte, tra le altre, anche dalle parole di due figure economiche che potrebbero rivelarsi fondamentali per lo sviluppo dei traffici portuali nei prossimi anni a Trieste: il Ceo di Rail cargo Austria, Erik Regter, e il Ceo di U.n. Ro-Ro, Sedat Gümüsoglu.
Il primo guida il ramo commerciale delle potenti ferrovie austriache, il secondo è a capo della società di Istanbul fondata da un gruppo di trasportatori turchi e venduta, a fine 2007, al fondo americano Kohlberg Kravis Roberts & co. per 910 milioni di euro. «Dobbiamo costruire un ponte dalla Turchia all'Europa attraverso Trieste. Siamo soddisfatti di ciò che abbiamo fatto finora ma possiamo migliorare e abbiamo visto che Trieste è un porto dotato di ottima posizione geografica ma anche in grado di reagire velocemente», ha detto ieri Regter, confermando di credere fortemente in questa direttrice. «Siamo da quasi vent'anni a Trieste, lavoriamo bene con i nostri partner ma sono sicuro che riusciremo a migliorare. In particolare - ha anticipato Gümüsoglu - stiamo lavorando per portare nuovi traffici al porto di Trieste e confido che riusciremo a farlo entro pochi mesi». Il nuovo servizio ro-la, in funzione a Fernetti dallo scorso 11 febbraio, ha movimentato in due mesi 105 treni (210 considerando le tratte di ritorno) e più di 4000 camion tra sbarchi e imbarchi, decongestionando le aree interne del Porto nuovo. Ma le prospettive per Fernetti potrebbero essere più rosee delle aspettative, perché l'attivazione del collegamento ferroviario (pronto ma fermo per due anni a causa del mancato accordo con Fs) sembra essere in grado di attirare nuova clientela in una vera e propria escalation di traffici. Lo hanno spiegato ieri all'unisono i padroni di casa, Giorgio Maranzana e Livio Maraspin, rispettivamente presidente e amministratore delegato della Terminal intermodale Spa. Anche per questo motivo - è stato reso noto ieri - la stessa società sta trattando con il Comune di Monrupino per ottenere la disponibilità di nuovi terreni consentendo di moltiplicare la disponibilità di binari.
Riccardo Coretti
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