Rogo di Pago innescato da un falò abusivo

FIUME. Una cosa è assodata: il grande, spaventoso rogo scoppiato nella notte tra lunedì e martedì a breve distanza dalla popolarissima spiaggia di Zrce, sull’isola di Pago, è stato causato da fattore umano. Lo ha comunicato ieri la portavoce della questura della Lika e di Segna, Maja Brozičević, la quale ha reso noto che in base alle indagini degli investigatori e periti antincendio, si è concluso che il rogo è stato originato da fiamme accese all’aperto, oppure da un mozzicone acceso di sigaretto, gettato incautamente da uno dei tantissimi partecipanti al festival di musica techno Freshi Island.
Probabilmente qualcuno dei giovani avrà voluto scaldarsi attorno ad un falò, tenuto conto che all’una di notte di martedì l’isola era spazzata da una bora fredda e fastidiosa. Magari ci sarà stato l’imprudente di turno che ha voluto preparare una grigliata all’aperto, non badando a quel vento che poteva – e in effetti così è stato – provocare e alimentare un incendio boschivo. Non appena si sono viste le prime fiamme e percepito l’odore del fumo, gli organizzatori dell’evento musicale hanno dato l’allarme, informando polizia e vigili del fuoco.
Agenti e pompieri si sono subito precipitati a Zrce, da lunghi anni la principale area di divertimento per giovani lungo il versante orientale dell’Adriatico, non per nulla definita l’Ibiza croata. Le operazioni di spegnimento e di evacuazione di ben 10 mila persone non sono state per nulla facili, ma l’importante è che non ci siano state vittime né feriti. Nella pineta alle spalle del ritrovo, i poliziotti hanno dovuto trarre in salvo non pochi giovani che, colti dalla paura e dal panico, vagavano senza meta, disorientati e confusi.
Nonostante il rogo, in alcuni bar e discoteche la musica ha continuato ad essere diffusa, con centinaia di persone che ballavano senza preoccuparsi di ciò che di drammatico si stava consumando a poche centinaia di metri. Le lingue di fuoco sono state arrestate dai soccorritori a circa 300 metri dalla spiaggia e sono riuscite a divorare una trentina d’ettari di pineta.
«Non possiamo parlare di dolo – ha precisato la portavoce – ma è comunque certo che il rogo è stato provocato dall’uomo e non da fattore tecnico. Le indagini proseguono, con la polizia che ha sporto denuncia contro anonimi in quanto si configura il reato contro la sicurezza delle persone e del patrimonio pubblico. Posso confermare che le forze dell’ordine hanno interrogato e stanno interrogando numerose persone, sia locali, sia d’oltreconfine per arrivare al responsabile o ai responsabili dell’incendio».
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