Rogo nel Sebenzano Centinaia di ettari divorati dal fuoco

SEBENICO. Divampato nel tardo pomeriggio di sabato alle spalle di Sebenico, nel comune di Bilice, il rogo domato solo ieri si è trasformato ben presto nel più grave incendio boschivo subìto quest'anno dalla Croazia. Duecento vigili del fuoco e una cinquantina di appartenenti alle Forze armate croate, con sette velivoli antincendio, hanno combattuto per evitare che le fiamme provocassero vittime o distruggessero le abitazioni della zona. Una lotta durata tutta la notte mentre ad alimentare le fiamme c’era il vento di scirocco. Chiuso per ore un tratto dell'autostrada Dalmatina.

Secondo una prima stima sono stati ridotti in cenere 800–900 ettari di pineta, macchia, oliveti e vigneti. Nel rogo, ha reso noto il comandante dei Vigili del fuoco della Regione di Sebenico Slavko Tucaković, sono rimasti feriti due pompieri, sebbene in modo non grave: «Intossicati dal fumo, uno ha riportato una ferita alla mano e l'altro al ginocchio. Sono stati ricoverati all'ospedale maggiore sebenzano, dove ne avranno per alcuni giorni». Ieri pomeriggio il questore della Contea di Sebenico e Tenin (Knin), Ivica Kostanić, oltre a confermare che sabato erano state evacuate decine di persone tra abitanti e turisti, ha rilevato come sia fondata l’ipotesi del dolo: «Probabilmente l’incendio è stato appiccato intenzionalmente dal piromane di turno, le nostre forze dell’ordine - ha aggiunto - sono impegnate nelle ricerche del o dei responsabili». Lo stesso questore ha parlato di situazione «critica» sottolineando gli sforzi compiuti per domare le fiamme. Nell’area dell’incendio è arrivato anche il ministro croato dell’Interno Davor Božinović.

Sempre in Dalmazia è scoppiato ieri anche un incendio sull’isola di Lesina, a pochi chilometri di distanza dall’omonimo capoluogo. Le lingue di fuoco si sono sviluppate nelle vicinanze delle località di Milna e Zaraca divorando decine di ettari di pineta e macchia, prima che il rogo potesse essere circoscritto. —

A.M.

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