Romano: «Oggi tutti gli asili sono sicuri»

L’assessore: «Appena scoppiato il caso, abbiamo cancellato la convenzione con la cooperativa»
Bumbaca Gorizia 30.03.2012 Lista Romoli Silvana Romano - Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 30.03.2012 Lista Romoli Silvana Romano - Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Del “vecchio” asilo nido privato gestito dalla cooperativa sociale Servizi educativi isontini non c’è più traccia. «Ormai da diversi anni a gestirlo in prima persona è il Comune di Gorizia», spiega l’assessore comunale al Welfare, Silvana Romano.

Ricorda: «Quando questa storiaccia spiacevole emerse, ero da poco diventata assessore e fu il primo caso di un certo peso che dovetti affrontare. Ricordo che fu la Procura ad imporne la chiusura. Il Comune - sottolinea la Romano - fece la sua parte: acquistò i mobili, i giochi, le attrezzature e riuscì a riaprirlo. Oggi la gestione è integralmente curata dai nostri uffici, dal nostro personale». Peraltro, l’amministrazione comunale risulta fra le parti offese al processo, al pari dei genitori dei bimbi maltrattati.

L’assessore Romano conferma che sì l’asilo nido era convenzionato allora con il Comune (peraltro la convenzione risaliva ancora ai tempi dell’amministrazione Valenti), «ma appena il caso è scoppiato, abbiamo immediatamente stracciato la convenzione». Oggi l’amministrazione comunale ha un accordo aperto con i privati per quanto riguarda l’asilo nido di via Pasubio. «Tutto è sotto controllo. Questa brutta vicenda ci ha insegnato ad essere ancora più accorti e attenti. State certi che non capiteranno più vicende come quella che andrà a processo il prossimo 7 maggio. Il Comune oggi ha il controllo diretto su tutte le strutture scolastiche».

Sull’argomento interviene anche Silvia Paoletti, presidente provinciale delle Acli. Non vuole sbilanciarsi sul caso specifico ma ricorda che è dovere di ogni amministrazione comunale vigilare sulle strutture scolastiche. «Di mezzo ci sono i bambini e l’attenzione deve essere sempre massima. Del resto, questa è una prerogativa degli enti locali», conclude.

(fra.fa.)

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